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Politica e Sanità

11 Febbraio 2019

Da Snapchat a Instagram, le App social per acquistare illegalmente farmaci


Le applicazioni social e di messaggistica istantanea rappresentano il metodo più immediato per ottenere droghe e farmaci, soprattutto fra i più giovani: occupando una posizione intermedia fra la vendita in strada e il criptomercato, le nuove app permettono di contattare il venditore, verificare la qualità delle sostanze e poi accordarsi sull'acquisto, quasi sempre finalizzato di persona. Tra le sostanze più trafficate, oltre alle comuni e prevedibili droghe da strada (marijuana, Lsd, Ecstasy) anche farmaci da prescrizione, come oppioidi, benzodiazepine e stimolanti. I risultati della ricerca denominata #Drugforsale, pubblicata dall'International Journal of Drug Policy, mostrano con chiarezza quella che è una tendenza in forte espansione: le applicazioni per smartphone si stanno confermando uno strumento sempre più centrale nel traffico e nel consumo di droga fra i giovani. Lo studio si è svolto in 3 step. Un primo questionario online, pubblicizzato tramite l'apertura di un subreddit, ossia un'area di discussione sulla piattaforma reddit, è stato compilato da 358 persone che rispondessero al criterio di studio (l'aver acquistato o aver considerato l'acquisto tramite app): grazie a questa prima analisi è stato possibile raccogliere dati sulla fascia demografica, sulle app usate e sulle sostanze acquistate. Il secondo passaggio si è realizzato nella forma di interviste rapide faccia a faccia con 20 individui che rispondessero al criterio di selezione, seguito dal terzo e ultimo step, ossia le interviste approfondite, realizzate principalmente in forma anonima.

Per quanto concerne le sostanze acquistate, in cima si trova prevedibilmente la marijuana (64,5%), seguita poi da Lsd (8%), Ecstasy (6,5%) e funghi (4,75%); rilevante il consumo di farmaci stimolanti (3,3%), oppioidi (2%) e benzodiazepine (2%). Lo studio pone inoltre particolare attenzione nell'individuare le app più utilizzate: al primo posto svetta Snapchat, utilizzato dal 76% degli intervistati, utilizzato per inviare contenuti multimediali come foto o video che si cancellano dopo poco tempo, caratteristica che lo rende preferito per il tipo di traffico analizzato; seguono poi Instagram (21,6%), Wickr (16%), Whatsapp (10%), Facebook (9,9%) e Telegram (8%). Utile poi anche la raccolta di dati riguardanti le motivazioni offerte dagli intervistati, i quali preferirebbero le app agli altri metodi principalmente per la maggior comodità nell'organizzare una transazione (così ha risposto il 78,8%): nessuna necessità di intermediari, nessun bisogno di complicati software e procedure per accedere ai criptomercati. Un altro aspetto evidenziato è la velocità e l'immediatezza della transazione, valida per il 58% del campione. Oltre al range di sostanze disponibili, la presenza di sistemi di crittografia e di temporizzazione dei contenuti gioca un ruolo fondamentale nel costruire un sentimento di sicurezza, accompagnato dalla possibilità di controllare la qualità dei prodotti tramite foto, video o dirette.

Il procedimento di acquisto tramite Snapchat, l'app più utilizzata, viene spiegato con precisione da Sergio Cattani, farmacista ed educatore, sulle pagine di Punto Effe: «Attraverso gli snap si pubblicizza la merce venduta, a volte utilizzando le emoji, i simboli pittografici presenti in pressoché tutte le applicazioni di messaggistica istantanea: la foglia d'acero significa marijuana, la pillola sta per ecstasy e così via. In questo modo è possibile comprendersi a vicenda in un linguaggio codificato difficilmente accessibile, dal momento che gli snap spariscono pochi minuti dopo essere stati visualizzati. Lo scambio della droga infine avviene a mano o per via postale (punto debole di tutte le transazioni, in quanto perquisibili).

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