Modena, al via anno accademico. Pani: la sfida dei big data per la sanità del futuro
Avviso agli studenti di Medicina: le conoscenze nel loro campo tendono a invecchiare sempre più velocemente e se chi si laureava nel 1950 poteva "vivere di rendita" per cinquant'anni, chi lo farà nel 2020 dopo settantatré giorni dovrà rivedere molta della sua preparazione. È solo uno degli spunti di riflessione suggeriti dalla prolusione di Luca Pani, docente di Farmacologia e farmacologia clinica all'Università di Modena e Reggio Emilia, nel corso dell'inaugurazione dell'anno accademico dell'ateneo, che compie 843 anni. "Big Data and Small Biology" è il titolo, un po' provocatorio, della relazione dell'ex dg Aifa e professore di Psichiatria a Miami. Non è la fine della biologia in senso letterale ma l'avvento di una nuova concezione di biologia. Già nel 2003 lo scienziato Leroy Hood aveva affermato che essa era diventata scienza dell'informazione e che i biologi avrebbero dovuto modificare tutti i loro paradigmi. La "big data revolution" consiste principalmente nella crescita esponenziale di dati qualitativi e quantitativi disponibili: nel 2020 1,7 mega byte al giorno per persona, provenienti da 200 miliardi di device connessi. Potrà sembrare strano ma, quanto a big data, il settore healthcare è solo nella fase iniziale, quello con i maggiori margini di sviluppo, in prospettiva. Il processo di digitalizzazione della salute avverrà principalmente attraverso due modalità. Una aumentata computerizzazione della prassi medica, che dovrebbe trasformare i dati in informazioni e conoscenza. E la possibilità, per ogni persona, in salute o meno, di misurarsi autonomamente i parametri vitali attraverso smartphone o sensori "indossabili"; da qui la fonte primaria di health data relativi a un individuo. L'espressione "internet delle cose" dà conto di una realtà pervasiva ma il mondo - come scriveva Wittgenistein, il filosofo più visionario e geniale del secolo scorso - è una «totalità di fatti, non di cose». E la grande sfida del futuro - per medici, biologi, scienziati in genere - è quella di convertire le enormi potenzialità della "device connection" in valore umano. Ovvero trasformare i big data in conoscenza, non «affogare in un mare di dati», come temeva già nel 2002 il premio Nobel Sydney Brenner. Un primo fatto con cui confrontarsi è la crescita demografica mondiale, che ha avuto un boom negli ultimi due secoli: a popolare il pianeta erano, all'inizio del Novecento, 1,5 miliardi di persone, oggi sono oltre sette miliardi. Un altro fatto da considerare è che nel 2020 avremo a che fare con 40 zettabyte di healthdata: per intenderci, se paragoniamo un byte a un chicco di riso, per raggiungere un solo zettabyte occorrerebbe riempire di riso l'oceano Pacifico. Tornando alla domanda iniziale, la biologia avrà sempre più spazio se saprà misurarsi con questa mole di dati in continua espansione; se saprà adeguarsi al cambiamento, vincendo le resistenze di chi è abituato a una scienza ormai obsoleta. O desidera il cambiamento, purché «non nel mio cortile». E la medicina? Sarà soprattutto medicina preventiva, con benefiche ricadute sulla sostenibilità dei sistemi sanitari. La differenza tra consumatori e pazienti andrà svanendo. «Quanto più convergeranno intelligenza umana e artificiale, tanto più gli uomini faranno meglio il loro lavoro», sintetizza Pani. Questo, si auspica, il punto di arrivo della rivoluzione big data nel mondo dell'healthcare.
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
Per contrastare la compravendita illegale di farmaci per uso veterinario il Ministero sta studiando un logo, un bollino di qualità sulla falsa riga di quanto fatto per le farmaciePer...
La Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per il trattamento dell'artrite reumatoide attiva di grado da moderato a severoLa Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per...
Solo il 2% delle farmaciste donne possiede una farmacia nonostante rappresentino il 62% della forza lavoro, è quanto emerge dal sondaggio "Survey of registered pharmacy professionals 2019" del...
Acquistare i farmaci su internet attraverso siti non autorizzati è un fenomeno in continua crescita e l'unica arma per contrastarlo resta l'educazione sanitaria e l'orientamento dei cittadini...
Resta aggiornato con noi!
La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.
Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy
AZIENDE
SAUGELLA® POLIGYN 50+ Gel Idratante Intenso Gel Vaginale
La nuova circolare entra nel dettaglio delle modalità di registrazione dei medicinali nell'Archivio nazionale, il database che raccoglie gli identificativi univoci dei farmaci immessi sul mercato...