Farmaci equivalenti, torna in farmacia la campagna di informazione di Teva
La cultura sui farmaci equivalenti è ancora scarsa e frammentaria: nei primi nove mesi del 2018 hanno rappresentato il 22,1% del totale del mercato farmaceutico a volumi nel canale farmacia e il 13,5% a valori. Una performance positiva rispetto al 2017 ma sempre indietro rispetto agli altri Paesi europei dove troviamo la Germania con oltre il 70%, a seguire Regno Unito, Paesi Bassi e Danimarca con il 60%. L'Italia quindi è penultima con poco più del 20%. Con questa premessa sui dati, si torna a parlare di equivalenti con una campagna di comunicazione veicolata anche in farmacia, che ha l'obiettivo di parlare al pubblico di farmaci equivalenti in modo differenziante, così da scalfire i preconcetti che le persone hanno ancor alla base di quest'anomalia tutta italiana c'è una combinazione di pregiudizi difficili da superare, la corretta informazione è l'unico strumento efficace per indurre un cambio di rotta a nei confronti di questa tematica. A farlo sarà Teva che in una nota sottolinea che "la volontà è sempre quella di fornire un'informazione autorevole e certificata che dia rassicurazioni sulla qualità e sulla provenienza del prodotto, conferme sulla serietà delle aziende produttrici e, soprattutto, spiegazioni dettagliate, utilizzando però un linguaggio semplice e diretto, di facile comprensione per tutti. Verrà messo a disposizione un opuscolo informativo destinato al pubblico e distribuito in oltre 4.800 farmacie in tutta Italia con le risposte alle 12 più frequenti domande che spesso vengono poste in merito ai farmaci equivalenti".
«Teva da sempre è impegnata nella realizzazione di progetti concreti che mettono al centro il paziente e questa iniziativa conferma il nostro essere a fianco della Farmacia a favore del paziente - spiega Salvatore Butti, Business Unit Generics, Otc & Portfolio Senior Director di Teva Italia. «Una delle principali ragioni per cui le persone limitano le cure è il fattore economico e il farmaco equivalente ha un ruolo fondamentale. Un esempio: se non fossero stati introdotti vent'anni fa, oggi sarebbero necessari, su base annua, 4 miliardi di euro in più per poter dare lo stesso accesso alla salute che oggi il nostro Sistema Sanitario garantisce a tutti. Allo stesso tempo, il farmaco equivalente contribuisce a liberare risorse per introdurre farmaci innovativi. Siamo ancora lontani dalle performance di molti Paesi europei, ma il trend è in continua crescita e con questa campagna vogliamo contribuire alla crescita della cultura del farmaco equivalente».
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