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Politica e Sanità

20 Febbraio 2019

Dalle autonomie alla fascia C, Coletto risponde sul futuro della farmacia


Autonomie differenziate, miglioramento dei servizi sul territorio, farmaci di fascia C ed evoluzione della farmacia, sono stati i temi toccati dal Sottosegretario alla Salute Luca Coletto, durante un'intervista presso gli studi di Federfarma Channel, il canale video online di Federfarma.
«Penso che la libertà non abbia mai fatto male a nessuno - esordisce in merito al tema dibattuto delle autonomie differenziate - La possibilità di gestire il fondo sanitario, che viene erogato ricorrendo alla fiscalità, può essere ulteriormente valorizzata quando la catena di comando è corta, gestita dalle regioni. Già dalla modifica del titolo quinto nel 2001 la gestione amministrativa da parte delle regioni funziona quasi in modo federale per quanto riguarda la sanità». Lo spazio d'autonomia concesso «ha dato la possibilità a tante regioni, che hanno voluto investire per migliorare l'erogazione dei contenuti e dei servizi sul territorio, di programmare gli investimenti e di gestire la rete ospedaliera come dettato dal decreto ministeriale 70». Le autonomie costituiscono «una ricchezza» il cui fine ultimo è migliorare la qualità dei servizi: responsabilità delle regioni «riuscire a valorizzarla nel modo corretto». Gli strumenti per tale valorizzazione sono alla portata di tutti, «come ad esempio la Centrale Unica degli Acquisti, che permette di evitare di suddividere gli acquisti nelle piccole aziende territoriali, facendo massa critica e, nel caso di regioni piccole, di aggregarsi ad altre regioni. In questo modo si possono spuntare prezzi migliori tenendo alta la qualità delle apparecchiature acquistate».
Interrogato sul futuro della farmacia, «Quello del farmacista è un ruolo storico - spiega - le farmacie sono sempre state un presidio attivo 24 ore e spesso l'unico punto di riferimento in realtà dove mancava la figura del medico. Il farmacista avrà quindi un ruolo nella gestione delle cronicità, che non è un ambito semplice. Il paziente è solitamente anziano, e ha bisogno di essere seguito con costanza. La farmacia può aiutare per verificare aderenza e adeguatezza delle prescrizioni. Per quanto riguarda il tema della fascia C - prosegue - i farmaci devono essere gestiti solo dalla farmacia. Serve un professionista che spieghi esattamente al cittadino cosa sta facendo e a cosa serve realmente il farmaco che sta acquistando. Nella fascia C ci sono anche gli antibiotici: il presidio costante di professionisti è essenziale per evitare di sprecare la qualità di un farmaco importante e di creare fenomeni preoccupanti come la farmacoresistenza».
Pronta la risposta delle parafarmacie, in una nota della federazione nazionale delle parafarmacie: «Come cittadino - scrive Matteo branca presidente Fnpi - non mi sento tutelato perché viene diffusa per traslato un'informazione errata, cioè che fuori dalla farmacia, ovvero in parafarmacia non sia presente per legge un eguale professionista della salute, un farmacista laureato e abilitato, equivoco che credevamo risolto da tempo ormai, ed è grave che a diffonderlo nuovamente e a disorientare il cittadino sulla questione sia il Sottosegretario di Stato alla Salute. Come farmacista, piccolo imprenditore, professionista della salute, titolare di parafarmacia, una preziosa risorsa sociale, sanitaria e occupazionale di questo Paese, mi sento leso e offeso, come migliaia di colleghi in tutta Italia, dal messaggio trasmesso" conclude Branca e anticipa un prossimo invito al sottosegretario agli Stati Generali delle Parafarmacie Italiane. In linea con queste osservazioni anche il Movimento nazionale liberi farmacisti, che in una nota ribadisce che "nelle parafarmacie la dispensazione dei farmaci viene svolta da personale laureato e abilitato come in farmacia - e sottolineano - lo stesso laureato che diversi progetti del sindacato dei titolari di farmacia vorrebbe cancellare".

Per guardare l'intervista clicca qui

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