Apertura farmacia fuori orario dichiarato, Tar: titolare sospesa va risarcita
La titolare di una farmacia in provincia di Caserta, che si era vista sospendere l'autorizzazione a gestire la farmacia per violazione degli orari di servizio e dei turni di riposo e aveva dovuto chiudere per una settimana l'esercizio, ha ottenuto il risarcimento dei danni per i mancati incassi. È quanto ha deciso il Tar della Campania ha accolto il ricorso della dottoressasu fatti avvenuti nel 2009. Il ricorso infatti riguarda un procedimento avviato nei suoi confronti nel 2009 da parte dell'Ordine dei Farmacisti e poi dalla Asl. In particolare, l'Ordine dei Farmacisti della Provincia di Caserta dopo aver richiamato al rispetto delle turnazioni in precedenza stabilite, "irrogava la sanzione disciplinare della sospensione dall'esercizio professionale per giorni trenta per violazione degli orari di servizio e dei turni di riposo del sabato, ai sensi delle previsioni del codice deontologico". Dall'Asl Caserta aveva ricevuto la diffida al rispetto dell'obbligo di chiusura infrasettimanale, secondo gli orari indicati. Di qui il decreto della Regione Campania che ha disposto la chiusura della farmacia dal 25 al 31 ottobre del 2010. La titolare aveva impugnato i provvedimenti e avanzato ricorso in Cassazione e i giudici della Suprema Corte, nel 2013, avevano cassato il provvedimento disciplinare dandole ragione secondo il principio che anche "le farmacie non di turno hanno la facoltà di restare aperte". Forte di questa decisione, ha fatto ricorso per chiedere il risarcimento dei danni, quantificati in circa 11mila euro per i mancati incassi e 100mila euro per il danno morale e per lo stress psico-fisico subito Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Quinta), si è pronunciato sul ricorso accogliendolo e condannando "l'Ordine dei Farmacisti della provincia di Caserta al risarcimento del danno in favore della ricorrente, quantificato in € 11.124,95 oltre rivalutazione monetaria e interessi". Per quanto riguarda l'altra richiesta, per i giudici "nulla è dovuto invece per le altre voci di danno, in difetto di idonea dimostrazione probatoria, non avendo peraltro la ricorrente dato seguito a quanto dichiarato a chiusura del ricorso, laddove si era riservata "di documentare ulteriormente i danni patiti"". I giudici, nella trattazione del caso hanno richiamato la "chiara formulazione delle disposizioni, pur innovative, introdotte dalla L.R. Campania 22 gennaio 2007, n. 1 aveva indotto questo Tribunale a pronunciarsi nell'immediatezza nel senso della intervenuta "liberalizzazione" dei turni di apertura delle farmacie, con due sentenze rese in forma semplificata (Sezione V, n. 10246/2008 e n. 21499/2008), il cui contenuto univoco è stato peraltro portato dalla ricorrente più volte all'attenzione dell'Ordine dei Farmacisti della provincia di Caserta, in particolare in sede di controdeduzioni (datate 5 agosto 2009) prodotte nell'ambito del procedimento disciplinare cui la stessa è stata sottoposta".
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