Rilancio farmacie, Salvi (Ordine PU): credere nell’innovazione e investire su collaboratori
Dispensare i farmaci innovativi, a oggi fuori dalla farmacia, credere nell'opportunità dei farmaci equivalenti, investire sui collaboratori considerandoli risorse e non costi, indirizzarsi verso cosmesi specialistica, medicine complementari, farmacia dei servizi, galenica specializzata, dotarsi di strumenti culturali e finanziari per fare tutto ciò, altrimenti la sofferenza è inevitabile. Questa la riflessione proposta da Romeo Salvi, presidente dell'Ordine dei Farmacisti di Pesaro-Urbino, in un'intervista sulla stampa locale, in occasione dell'incontro organizzato per sensibilizzare farmacisti e veterinari sulla ricetta veterinaria elettronica nella sede di Federfarma provinciale. Salvi ha sottolineato, in prima battuta, come in un momento di grandi cambiamenti in corso e nuovi competitor, dalla Gdo alle vendite online, sia «imprescindibile innovare e integrarsi alle altre professioni sanitarie. Questo è valido per chi opera in farmacia, ma anche in altri ambiti della professione. Dobbiamo diventare protagonisti e non delegare gli altri, dobbiamo prepararci e chiedere la dispensazione dei farmaci innovativi, che di fatto ora sono fuori dalla farmacia, e nello stesso tempo credere nell'opportunità dei farmaci equivalenti». Tra i settori che potrebbe rappresentare una spinta di rilancio, Salvi cita la cosmesi specialistica le medicine complementari e invita a «sviluppare tutte le iniziative della farmacia dei servizi, possibili ora con le nuove leggi, e ritornare alla galenica specializzata. Ma - avverte - se non si possiedono gli strumenti culturali e finanziari per farlo, la sofferenza è inevitabile». E aggiunge quanto sia importante valorizzare la nuova generazione di professionisti: «È importante rispettare il ruolo dei giovani collaboratori, tali da considerarli risorse e non costi, e lo dico per esperienza diretta. Confido nelle risorse della professione che sono storiche e importanti, con un mix di esperienza e innovazione». Il punto di partenza per reagire resta la formazione: «Per il 2019, come Ordine abbiamo in programma d'aggiornamento molto nutrito che riguarda l'integrazione delle professioni sanitarie, farmacovigilanza, farmaci innovativi, cure territoriali. La settimana scorsa abbiamo organizzato un corso sulle nuove frontiere della cannabis terapeutica a Cagli, che ha avuto molto successo».E infine un invito sul tema degli orari di apertura: «Ormai molte farmacie sono aperte in maniera continuativa tutti i giorni dell'anno. Sarebbe invece auspicabile che si tornasse a un sistema di turni e che i progetti di rete, come lo screening regionale per il colon retto o il Cup e i servizi di telemedicina, ancora parziali, diventassero collettivi, evitando così sprechi di risorse di ogni tipo. Dobbiamo essere un punto di riferimento per la salute e i bisogni dei cittadini.».
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