Politica e Sanità
22 Marzo 2019Più sorveglianza da parte pubblica sulla spesa e sui processi d'acquisto, con l'istituzione di un unico database e prezzatura per "cluster" di prodotti: sono le linee portanti del documento sulla governance dei dispositivi medici presentato al Ministero della Salute, insieme al Registro delle protesi mammarie e al Registro italiano Artroprotesi. Un testo "pensato" in parallelo con il documento sulla governance della spesa farmaceutica di quattro mesi fa, ma che rispetto a quest'ultimo sconta due differenze di fondo: sui medical device le sperimentazioni non seguono i criteri dei farmaci, e dal 2017 è arrivato un doppio regolamento europeo a cambiare criteri di immissione in commercio e controllo. Se per i farmaci il governo si prefigge 2 miliardi in meno di spesa, revisione del prontuario, liste di trasparenza per principi a brevetto scaduto, scelta dei prezzi di riferimento secondo il criterio dell'equivalenza terapeutica, promozione dei biosimilari, meccanismi di prezzatura secondo volumi commerciati, per i dispositivi medici i risparmi sono tutti da vedere. Peraltro, la riunione in "cluster" simili, la lotta al conflitto d'interesse, l'Health Technology assessment sono tratti comuni. Quattro i binari da seguire: maggior potere di stato e delle regioni, governo della spesa che porti risparmi da destinare all'innovazione, potenziamento della vigilanza e incentivazione dei device ad alto valore aggiunto.
Sotto il profilo delle regole, verso i soggetti e le persone che valutano i DM vanno previsti processi di verifica dei conflitti d'interesse, e vanno superate le relazioni esclusive fabbricanti-strutture. Vanno regolati informazione scientifica, contatti con il personale sanitario ed accessi, imponendo regole d'ingaggio produttori-sanitari per la durata delle gare. Per l'efficientamento, secondo "must", vanno riuniti in unico database gli archivi di Banca Dati e Repertorio Dispositivi Medici, rivedendo la classificazione in modo da definire i "cluster" omogenei che faranno da riferimento per le stazioni appaltanti; va istituito un osservatorio nazionale sui prezzi per definire prezzi di riferimento per ciascun cluster e va accresciuta la competenza delle centrali d'acquisto pubbliche; il produttore o il distributore registrerà il prodotto nel database unico collocandolo nel cluster di appartenenza; come per i farmaci, le attuali regole su tetti e pay-back devono divenire progressivamente residuali. La vigilanza, terzo punto, riguarda in primis gli impiantabili che le regioni dovranno tracciare su specifiche piattaforme informatiche facendosi trasmettere i dati da tutte le strutture ospedaliere ed ambulatoriali pubbliche e private; le informazioni vanno inserite nelle schede di dimissione e per gli interventi ambulatoriali in cartelle ad hoc; a livello regionale e statale occorre introdurre un sistema di vigilanza sugli incidenti con criteri comuni per risarcire eventuali danni. Infine, l'innovazione: per inquadrare i prodotti impattanti (anche futuri attraverso l'horizon scanning già previsto per i farmaci) ci sarà un programma nazionale di health technology assessment, e a valutazioni HTA specifiche si dovranno sottoporre i produttori che ritengano i propri DM non omogenei alle classificazioni esistenti. Andranno incontro a valutazioni HTA pure le grandi apparecchiature a rischio uso improprio o non equa distribuzione. Una commissione nazionale per l'appraisal dirà quando e come adottare nuove tecnologie e declinerà nella pratica i tre più tre criteri con cui porle a carico SSN (necessità, valore aggiunto, utilità economica) e dispensarle (accettabilità, appropriatezza organizzativa, fattibilità). L'onere della prova del value sarà a carico del produttore, mentre un'eventuale ricerca "di stato" sui DM va riservata solo ai casi in cui servano ulteriori conoscenze cliniche; va promosso infine l'accesso di professionisti e pazienti ad una ricerca indipendente.
Un cenno, per finire, ai due regolamenti Ue, uno è operativo da maggio 2020 sui medical device in generale (MDR) divisi in non invasivi, invasivi ed attivi e in quattro classi di rischio; l'altro è sui dispositivi in vitro (IVDR) operativo in tutti gli stati da maggio 2022. I due regolamenti rivedono gli organismi che valutano i medical device, impongono un unico database Eudamed per i prodotti a marchio CE ed una tessera per i portatori di impianto, e affidano la sorveglianza del dispositivo agli organi competenti individuati dagli stati membri
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
28/12/2019
Per contrastare la compravendita illegale di farmaci per uso veterinario il Ministero sta studiando un logo, un bollino di qualità sulla falsa riga di quanto fatto per le farmaciePer...
27/12/2019
La Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per il trattamento dell'artrite reumatoide attiva di grado da moderato a severoLa Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per...
27/12/2019
Solo il 2% delle farmaciste donne possiede una farmacia nonostante rappresentino il 62% della forza lavoro, è quanto emerge dal sondaggio "Survey of registered pharmacy professionals 2019" del...
A cura di Lara Figini
27/12/2019
Acquistare i farmaci su internet attraverso siti non autorizzati è un fenomeno in continua crescita e l'unica arma per contrastarlo resta l'educazione sanitaria e l'orientamento dei cittadini...

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)