Fibrillazione atriale in farmacia: al via progetto Sistema Farmacia Italia. A breve la formazione
Fibrillazione atriale in farmacia, in corso i lavori per il progetto di Sistema Farmacia Italia per portare test di valutazione e presa in carico per il paziente affetto da fibrillazione atriale
Stanno procedendo i preparativi del primo progetto di Pharmaceutical care, dedicato alla fibrillazione atriale, di Sistema Farmacia Italia - la newco di Federfarma e Federfarma Servizi, soci al 50% - che, a partire da giugno, fino alla fine dell'anno, vedrà il reclutamento dei primi pazienti e la somministrazione dei questionari. E, mentre si è al lavoro con le società scientifiche per la definizione di test, campione e metodologia, a breve partirà la fase di formazione per i farmacisti, che prevede video-tutorial e incontri sul territorio. A fare il punto a Farmacista33 Antonello Mirone, presidente di FederfarmaServizi, che spiega: «Stiamo lavorando intensamente e siamo a buon punto per partire con il primo progetto, dedicato appunto alla fibrillazione atriale». Una iniziativa, come già era stato anticipato, che conta «sul contributo di Daiichi Sankyo e che prevede una remunerazione per le farmacie che saranno coinvolte. La partenza è stata fissata a giugno e proseguirà fino alla fine dell'anno». Il progetto prevede la somministrazione al paziente di un test di valutazione del rischio di fibrillazione atriale che permetterà di definire gli step successivi di presa in carico, con la proposta di un controllo oppure l'invio al medico di medicina generale o allo specialista: «Il questionario è in via di predisposizione da parte delle società scientifiche attive nel campo della ipertensione e cardiologia, così come si sta ragionando su quale dovrà essere la frequenza di raccolta dei dati - probabilmente ogni 40 giorni. Il coinvolgimento delle società scientifiche, va detto, è la cifra dell'attività di Sistema Farmacia Italia, in tutti i progetti allo studio, in quanto mettono a disposizione protocolli per l'erogazione uniforme dei progetti, questionari di valutazione validati, informazioni e indirizzi di gestione del paziente relativamente a screening, terapie, esami e visite».
A breve poi «partirà la formazione, sviluppata sia attraverso video-tutorial, resi disponibili su una piattaforma educazionale, sia con incontri territoriali - almeno nelle principali regioni coinvolte - per spiegare a tutti gli iscritti quali saranno scopi, obiettivi e modalità di esecuzione dei test».
Chi parteciperà? «Ai progetti di pharmaceutical care partecipano tutti gli iscritti che nel modello di studio definito da Focus Management rientrano nella tipologia A. Non è necessario, quindi, aver dato l'adesione ai servizi più evoluti tipo telemedicina o alla macro area commerciale, mentre sono necessari i servizi informativi e servizi di primo livello. Al momento contiamo su circa 1.200 iscritti. Si sta anche ragionando con l'azienda sulla definizione qualitativa e quantitativa del campione, che partirà a giugno, in modo da garantire il più possibile dati statisticamente rappresentativi e attendibili».
Prossime aree terapeutiche Infine, «stiamo lavorando per attivare, accanto a questo primo nucleo terapeutico, progetti su altri ambiti, e in particolare allo studio ci sono altre due iniziative che rientrano nel campo respiratorio, per le quali avremo collaborazioni con aziende molto attive in quel settore».
Francesca Giani
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