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Politica e Sanità

01 Agosto 2019

La farmacia italiana nel report di Federfarma


Il numero delle farmacie italiane, in controtendenza con l'Europa, cresce (+433 dal 2013), la maggioranza (59%) continua a essere di proprietà di un singolo farmacista, il fatturato è composto per il 60% da farmaci con ricetta e, nel 2018, è sceso di 1,3 punti percentuali rispetto al 2017. Questi alcuni aspetti della situazione economica delle farmacie raccolti nel documento finale su La farmacia italiana 2018-2019" pubblicata da Federfarma.

L'impresa farmacia, fatturato e margine

Il documento racconta di "impresa farmacia" che mantiene ancora la forma di ditta individuale: "il 59% delle farmacie è gestito sotto forma di ditta individuale, il proprietario è un singolo farmacista, il 41% appartiene a società di farmacisti". I titolari di farmacia e i soci di società titolari di farmacia sono complessivamente oltre 21.000, e ci sono poi 444 farmacisti associati in partecipazione e 2.257 farmacisti collaboratori di impresa familiare. La situazione, si legge nel documento, è "destinata a cambiare profondamente" con la Legge sulla Concorrenza che lo si ricorda, "permette alle società di farmacisti di essere titolari di un massimo di 4 farmacie nella provincia in cui hanno sede legale" e "introduce la possibilità per le società di capitale di essere titolari di farmacia e consente la creazione di catene di farmacie". Aspetto su cui anche Marco Cossolo, nella parte introduttiva, esprime un suo commento: "Questa novità - scrive - se non adeguatamente affrontata e monitorata, rischia di avere un impatto rilevante sull'assetto del servizio farmaceutico, in quanto consente l'ingresso nel settore di grandi gruppi commerciali e di farmacie modello drug-store che rischiano di mettere in crisi le farmacie indipendenti". Il numero delle farmacie, che nel complesso assorbono 85 mila lavoratori, di cui 62 mila sono lavoratori dipendenti e tra questi 46 mila sono farmacisti collaboratori, è in costante aumento, a seguito delle nuove aperture con i concorsi straordinari indetti nelle varie regioni. Il rapporto con il numero di abitanti è superiore a quello previsto dalla legge e questo perché "le farmacie sono presenti anche nei centri abitati con poche centinaia di abitanti e perché le Regioni hanno sfruttato la possibilità, prevista dalla legge, di aprire farmacie in zone disagiate e mal collegate, indipendentemente dal numero di abitanti". L'analisi economica fa emergere una situazione in cui il fatturato complessivo è composto per circa il 60% da farmaci con ricetta (fascia A, e fascia C) in calo negli ultimi anni (-1,3% vs 2017), "soprattutto a seguito dei tagli apportati alla spesa farmaceutica convenzionata e alla diffusione dei medicinali equivalenti, che hanno prezzi più bassi rispetto a quelli coperti da brevetto. Tale riduzione - sottolinea il report - è stata in parte compensata dalla crescita della quota di fatturato derivante dalla vendita di medicinali senza obbligo di ricetta (Sop, per i quali non è permessa la pubblicità, e Otc, pubblicizzabili al pubblico) e soprattutto di altri prodotti come integratori alimentari e altri prodotti parafarmaceutici". Il prezzo medio dei farmaci a carico del Ssn erogati in farmacia in regime convenzionale è in costante calo, è sceso da 11,85 euro di dicembre 2010 a 9,19 euro di dicembre 2018, "unito all'applicazione di sconti e trattenute crescenti a carico delle farmacie, fa sì che il margine effettivo medio della farmacia italiana su una confezione di farmaco erogato in regime di SSN sia in costante diminuzione e sia pari a 2 euro". Completa l'analisi economica il reddito d'impresa, cioè il reddito della farmacia (non del titolare di farmacia) ai fini Irpef: "negli ultimi anni si è assistito a un calo del reddito d'impresa, seguito da una lenta ripresa dovuta a un processo di efficientamento della gestione, e a un aumento del costo del lavoro sostenuto dalle farmacie.

Le prospettive di sviluppo

Il rapporto si completa di altri aspetti che riguardano la digitalizzazione della farmacia e le attività svolte e l'impatto delle principali misure di liberalizzazione nel settore a partire dal decreto-legge Storace, passando per il decreto Bersani fino alla legge 124 del 2017 sulla concorrenza. E si chiude con le prospettive di sviluppo e i nodi aperti, tra questi la Farmacia dei servizi, strettamente legato alla convenzione farmaceutica nazionale, il coinvolgimento delle farmacie nella gestione della cronicità, un intervento di "manutenzione" della legge n. 405/2001, la definizione di un nuovo modello di remunerazione, la valorizzazione dell'attività professionale delle farmacie.

CITATI: CRISTIANO TOMEI

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