Cup in farmacia, servizio utile ma depotenziato e poco noto. Tobia: serve campagna informativa
Cup in farmacia, il servizio ha una buona diffusione ma potrebbe essere maggiormente sfruttato
Ogni tre farmacie due offrono il servizio Cup, eppure il 30% di queste non effettua più di 2 prenotazioni a settimana e il 47% non più di 10, un dato di fruizione che si può migliorare con campagne di informazione e segnalando in modo evidente le farmacie aderenti. Il suggerimento arriva da Roberto Tobia, segretario nazionale di Federfarma che ai microfoni delle agenzie stampa ha commentato i dati rilevati dal Rapporto Annuale sulla Farmacia 2018 di Cittadinanzattiva secondo cui il servizio Cup è presente in circa il 63% delle circa 19.500 farmacie italiane, ma «è a macchia di leopardo e sappiamo che in alcune regioni come Emilia-Romagna, Toscana e Veneto è molto più sviluppato che al Sud» sottolinea Tobia. E l'ultima arrivata in ordine di tempo è Siracusa, dove dal 16 settembre, nelle farmacie si potranno prenotare visite specialistiche ambulatoriali ed esami diagnostici in strutture sanitarie pubbliche. Obiettivo dell'implementazione del servizio è, spiega Tobia, «alleggerire i Cup e permettere al cittadino di farlo, senza attese, direttamente nella farmacia sotto casa, un luogo dove si recano ogni giorno, in media, 4 milioni di italiani». Un servizio che si inserisce nello scenario aperto dalla legge 156 del 2009 che ha dato il via allo sviluppo della Farmacia dei servizi, una farmacia che non dispensa solo medicinali ma offre anche prestazioni sanitarie come esami del sangue, misurazione della pressione o supporto nell'aderenza alle terapie. Tra queste anche la possibilità di prenotare, modificare o disdire visite mediche e prestazioni come risonanze e tac presso strutture pubbliche del Servizio Sanitario. Come ricorda il quotidiano Il Messaggero che ha rilanciato il tema, "la prenotazione è nella maggior parte dei casi gratuita per il cittadino, inoltre spesso è possibile anche pagare direttamente il ticket, evitando le code. Eppure, gli italiani che lo fanno sono ancora pochi. «Sebbene quasi due farmacie su tre, tra le oltre 1200 coinvolte nella nostra indagine, siano disponibili per la prenotazione tramite Cup - commenta Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva - ben il 30% di queste non effettua più di 2 prenotazioni a settimana e il 47% non più di 10. È un servizio dunque depotenziato e poco conosciuto, che invece andrebbe sostenuto, poiché rappresenta uno strumento per migliorare la gestione delle liste d'attesa e facilitare la vita dei cittadini». Servono, conclude Tobia, «campagne di informazione, a livello locale e ministeriale, per far conoscere l'esistenza di questa possibilità e per segnalare in modo evidente le farmacie aderenti».
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