FarmacistaPiù, Pani: i farmacisti siano proattivi, cavalchino l’onda per non essere travolti
FarmacistaPiù 2019, per Luca Pani sarà l'occasione per i farmacisti di intensificare il proprio coinvolgimento nei processi di trasformazione del Ssn
«Le parole chiave di quest'anno sono nate da un percorso logico, che possiamo individuare leggendole in ordine contrario: per evolvere il farmacista moderno deve innovare, ma per innovare deve conoscere. Il comitato scientifico ha ritenuto che nel percorso di evoluzione della professione si dovesse partire da un cambio della conoscenza, da una nuova conoscenza». Luca Pani, professore Ordinario di Psichiatria Clinica al Dipartimento di Psichiatria e Scienze Comportamentali all'università di Miai e ordinario di Farmacologia all'Università di Modena e Reggio Emilia, già Direttore Generale Aifa nonché membro del comitato scientifico della manifestazione, presenta così dagli studi di Federfarma Channel la Vi edizione di FarmacistaPiù, prevista per il 4 e 5 ottobre al Mico di Milano. «Sono convinto che inizieranno a emergere discussioni su tecnologie digitali e dati - commenta in merito alle possibili tematiche centrali della manifestazione -. In particolare, il fatto di poter mettere a valore comune per tutto il Sistema sanitario nazionale quei Big data che solo i farmacisti sono in grado di raccogliere. Non dimentichiamoci che la farmacia è l'unico luogo dove entra il nuovo individuo che tutti stanno cercando di raggiungere, ossia la persona sana a rischio, che può essere intercettata grazie alle conoscenze del farmacista e le nuove tecnologie». Sul futuro del Sistema sanitario e la maggior integrazione delle prerogative del farmacista, Pani traccia uno scenario dove sarà necessaria una maggiore proattività per invertire la rotta. «Se continuerà così, al di là dei vari tentativi di rianimazione, il Ssn per come lo conosciamo noi è destinato a morire. Farmacisti, medici di medicina generale e operatori che portano salute in tutto il territorio, indipendentemente da dove il cittadino risieda, avranno un ruolo fondamentale in quello che potrebbe diventare un quadro di un insieme di servizi regionali, che causerebbe purtroppo grandi disparità, disagio e sofferenza sociale». In questa prospettiva, «i farmacisti devono essere proattivi, in un mondo che evolve velocemente. Come si può pensare che il resto della nostra vita sia cambiato nell'arco di 10, addirittura 5 anni, e che invece quando si tratta di tutela della salute si resti ancorati al business as usual? Bisogna cavalcare l'onda per non essere travolti»
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