Rapine in farmacia, Ordine Macerata: videosorveglianza e formazione su gestione panico
Prima nella provincia di Ascoli Piceno, poi in quella di Macerata, si è alzatala soglia di attenzione al fenomeno delle rapine in farmacia e alla necessità di fare formazione ai farmacisti e creare collaborazioni con le Forze dell'Ordine. Lo testimoniano l'avvio di un confronto tra le associazioni di categoria che nelle due province si sono attivate in più direzioni. Ad Ascoli nei giorni scorsi si è tenuto un incontro tra il presidente provinciale di Federfarma, Pasquale D'Avella, e il Prefetto, Rita Stentella, per sottoscrivere un protocollo di collaborazione, finalizzato alla prevenzione e contrasto delle rapine in farmacia. «Un successivo incontro operativo con il viceprefetto Anna Gargiulo - spiega D'Avella - è servito a fissare i punti qualificanti del protocollo che sarà sottoscritto in tempi brevi. Protocollo che ricalca quello già siglato a livello nazionale tra il Ministero degli Interni e Federfarma, nella comune volontà di migliorare la sicurezza delle farmacie, anche mediante un sistema di collegamento fra gli impianti di videosorveglianza e le centrali operative di Polizia e Carabinieri».
Importante gestire il panico
A Macerata, dove si sono verificate due casi in meno di un mese, il presidente provinciale dell'Ordine dei farmacisti Luciano Diomedi, parla di attivare corsi di formazione contro le rapine per esempio sulla gestione del panico: «Se si è coinvolti in una rapina occorre mantenere la calma e non tentare reazioni che, per quanto coraggiose, rischiano di mettere in pericolo le persone presenti, che spesso sono anziani, bambini e donne in gravidanza, è inutile rischiare conseguenze drammatiche per poche centinaia di euro. Siamo uno dei tanti settori esposti, per fattori che sono insiti nel nostro presidio. La farmacia come primo presidio sanitario sul territorio deve essere aperta a tutti e non è pensabile attuare sistemi di controllo all'accesso sul modello di quelli attuati nelle banche o nelle gioiellerie, per fare un esempio. Questo ci porta a una maggiore vulnerabilità - continua Diomedi -, in considerazione anche di una crisi economica che comprime il paese e del fatto che si sta riducendo il personale in farmacia, anche per un trend negativo dello stesso comparto. Una situazione difficile che abbiamo evidenziato, grazie alla sensibilità dell'Ordine dei medici di Macerata, in un convegno lo scorso mese sulla violenza sugli operatori sanitari. La collaborazione con le forze dell'ordine non è mai mancata grazie al loro impegno e abnegazione. Esiste da sempre una stretta collaborazione con la divisa che forse in questo momento dobbiamo ancor più rinsaldare, grazie alla regia della Prefettura, per migliorare la sicurezza di questi luoghi di lavoro. Aumentando, per esempio, la sorveglianza degli stessi farmacisti e, di conseguenza, le segnalazioni a polizia e carabinieri di fatti e comportamenti anomali». Inoltre, secondo Diomedi, i sistemi di videosorveglianza devono diventare uno standard per le farmacie: «Permettere l'identificazione e la cattura di un solo rapinatore significa prevenire molte rapine, dal momento che spesso si tratta di rapinatori seriali. Penso, ad esempio, a dei corsi di formazione sulla gestione del panico. Dovremmo promuovere iniziative di formazione per i farmacisti sulla prevenzione delle rapine, in collaborazione con il sindacato dei titolari. Certo si può fare sempre di più e su un tema come questo occorre unire le forze e mettere a punto iniziative comuni».
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