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Politica e Sanità

18 Ottobre 2019

Farmacia dei servizi: passo verso omogeneità, punto di partenza per evoluzione professionale


L'approvazione delle linee di indirizzo della Farmacia dei servizi è un passo importante per la professione e per l'omogeneità territoriale dei servizi

C'è grande soddisfazione nella categoria dei farmacisti, per l'approvazione delle linee di indirizzo per la sperimentazione dei nuovi servizi nelle farmacie da parte della Conferenza Stato-Regioni, del provvedimento che dà il via libera alla Farmacia dei servizi, un passaggio fondamentale per il servizio farmaceutico italiano, per l'omogeneità territoriale, per il Servizio sanitario nazionale e la tutela della salute. A esprimerla sono la Federazione nazionale degli ordini dei farmacisti e la Federfarma.


Aperta la strada per attuazione servizi in farmacia

«Si tratta di un risultato molto importante - dichiara il presidente di Federfarma Marco Cossolo - ottenuto grazie alla collaborazione di tutte le organizzazioni di settore (tra cui Fofi, Assofarm, Utifar, Fimmg, Fonmceo e Cittadinanzattiva) che insieme a Federfarma hanno partecipato in maniera costruttiva alla stesura delle Linee guida. Si apre la strada alla concreta attuazione della farmacia dei servizi, che consentirà di ridurre i costi complessivamente sostenuti dal SSN, di ridurre i ricoveri ospedalieri, di semplificare la vita dei cittadini e di ottimizzare la spesa farmaceutica attraverso l'uso corretto dei farmaci e il monitoraggio dell'aderenza alla terapia. In particolare, voglio ringraziare i rappresentanti delle Istituzioni pubbliche, che si sono dimostrati fattivamente disponibili al confronto e hanno consentito di definire in tempi brevi un documento fondamentale per migliorare la qualità del servizio offerto ai cittadini».


Evoluzione del ruolo del farmacista e della collaborazione interprofessionale

«Le linee di indirizzo sono un modello a livello internazionale per l'applicazione e la validazione della pharmaceutical care sul territorio - afferma il presidente della Fofi Andrea Mandelli -. I protocolli messi a punto permetteranno infatti l'erogazione di prestazioni omogenee su tutto il territorio nazionale così come la loro valutazione sul piano dei risultati in termini di maggiore salute ed economici. Questo risultato è la realizzazione della linea che la Federazione persegue coerentemente dal 2006 e la premessa per la certificazione della qualità delle prestazioni professionali rese dal farmacista nella farmacia di comunità. Costituisce quindi un supporto indispensabile all'evoluzione del ruolo del farmacista e allo sviluppo della collaborazione interprofessionale. Spetta ora ai farmacisti di comunità italiani informare la loro pratica professionale a questo modello e sono certo che non mancheranno né la volontà né la capacità. La Federazione degli Ordini è pronta a proseguire nella sua opera di orientamento della professione e a creare le condizioni per la messa a punto di programmi e obiettivi condivisi».


Ulteriori finanziamenti per estendere servizi

L'importanza del modello della Farmacia dei servizi è confermata anche dalla richiesta delle Regioni stesse di ulteriori stanziamenti al Governo, per consentire anche alle Regioni che non partecipano alla sperimentazione di attivare i medesimi servizi a partire dal 2020.
Per la sperimentazione dei servizi sono stati già stanziati 36 milioni di euro, ripartiti tra nove Regioni: Piemonte Lazio e Puglia per il 2018; Lombardia, Emilia-Romagna e Sicilia per il 2019; Veneto, Umbria e Campania per il 2020.
«Attualmente molti servizi sono svolti dalle farmacie a macchia di leopardo sul territorio e con costi a carico dei cittadini - sottolinea inoltre Cossolo -. Il provvedimento consente di ottenere maggiore omogeneità sul territorio e dare ai cittadini le stesse opportunità di salute, valorizzando il ruolo delle farmacie e ponendo i servizi a carico del SSN in quanto producono salute e risparmi».
Un punto su cui insiste anche Mandelli: «Con questa sperimentazione sarà finalmente possibile dimostrare quanto il farmacista di comunità, collaborando con gli altri professionisti possa contribuire al potenziamento dell'assistenza territoriale, in particolare per i pazienti cronici e quelli più fragili, in tema di accesso alle prestazioni del SSN, presa in carico dei pazienti cronici e prevenzione».

I commenti

«I farmacisti e la farmacia italiana hanno ora uno strumento in più per contribuire, sulla base di specifiche competenze professionali riconosciute e remunerate, alla sostenibilità del nostro Servizio sanitario universalistico, equo e solidale» commenta il Vicepresidente della Fofi, Senatore Luigi D'Ambrosio Lettieri.

«È anche lo sbocco naturale delle tante iniziative che a livello regionale sono state attuate in questi anni per coinvolgere le farmacie in capitoli centrali della tutela della salute, in particolare quello della prevenzione primaria. La capacità della farmacia di comunità di intercettare ogni giorno milioni di cittadini, e la fiducia che riscuote il farmacista, sono fondamentali per ottenere risultati significativi in termini di maggiore salute e minori costi dell'assistenza» afferma Maurizio Pace segretario della Fofi.

«La richiesta delle Regioni di prevedere gli stanziamenti necessari a estenderla ad altre oltre alle nove finora indicate è un passo per ridurre le differenze territoriali che caratterizzano l'assistenza, ma contribuirà anche ad aumentare i dati disponibili per valutare il nuovo modello di intervento, anche in funzione dei diversi assetti organizzativi dei servizi sanitari regionali. Ora le nove Regioni originariamente indicate hanno la responsabilità di condure a buon fine la fase sperimentale e al riguardo non posso che essere ottimista» conclude il Tesoriere della Federazione degli Ordini dei Farmacisti, Mario Giaccone.

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