Omeopatici, Sif: studenti imparino aspetti regolatori e a valutare evidenze di utilità clinica
La Sif interviene nel dibattito sull'omeopatia: ben venga che gli studenti di Farmacia imparino gli aspetti regolatori e gli elementi per la valutazione di utilità clinica
Ben venga che gli studenti di Farmacia siano a conoscenza degli aspetti regolatori dei medicinali omeopatici ma dovranno anche apprendere gli elementi utili alla valutazione delle evidenze disponibili di una qualche utilità clinica dell'omeopatia, ottenuti utilizzando la metodologia scientifica. Così la Società italiana di farmacologia (Sif) interviene nel dibattito innescato dalle dichiarazioni del medico Roberto Burioni sul fatto che l'Università di Modena e Reggio Emilia possa tenere un insegnamento di omeopatia nel corso di Laurea in Farmacia. L'Università di Modena-Reggio Emilia, rispondendo alle considerazioni fatte da Burioni sul suo blog, ha invitato a non dare interpretazioni distorte sugli obiettivi formativi precisando che non è scopo dell'insegnamento sostenere la scientificità o efficacia terapeutica dei medicinali omeopatici: "I medicinali omeopatici, dal momento che sono autorizzati alla produzione e alla commercializzazione dall'Agenzia italiana del Farmaco (AIFA), come tutti gli altri medicinali devono essere distribuiti dal farmacista e quindi anche conosciuti" ha dichiarato l'Unimore in una nota. La Sif prende atto con soddisfazione dei chiarimenti forniti dall'Università di Modena-Reggio Emilia: «Ben venga che gli studenti di Farmacia siano a conoscenza degli aspetti regolatori - spiega il Presidente Sif Alessandro Mugelli - con l'approfondimento della procedura semplificata necessaria per l'immissione in commercio, che sappiano che il medicinale omeopatico "non reca specifiche indicazioni terapeutiche sull'etichetta o tra le informazioni di qualunque tipo che si riferiscono al prodotto", che "deve avere un grado di diluizione tale da garantirne la sicurezza"». Ma aggiunge: « Secondo la Sif, l'Ateneo è bene che "le frasi che avevano generato molta preoccupazione e che l'Ateneo si è impegnato a modificare, siano cancellate dando invece agli studenti quegli elementi necessari per una corretta valutazione delle qualità degli studi clinici e che siano tolti dagli obiettivi formativi quelli di "assicurare una buona aderenza terapeutica" e di "acquisire competenze essenziali per consigliare". «Dovranno essere utilmente introdotti obiettivi - conclude Mugelli - tesi alla valutazione delle evidenze disponibili di una qualche utilità clinica dell'omeopatia, ottenuti utilizzando la metodologia scientifica della ricerca clinica che tutti gli studenti delle Lauree sanitarie dovrebbero conoscere, come anche suggerito dalla normativa vigente (Cfr. Legge 3/2018)».
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