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Farmaci e dintorni

23 Dicembre 2011

Gb, fa discutere l''iter rapido per farmaci sperimentali


Condivisione dei dati (data sparing) dei pazienti del National health service con le industrie, trial clinici negli ospedali e iter più rapido per i farmaci sperimentali. Queste le intenzioni annunciate dal primo ministro David Cameron, per aiutare l''industria farmaceutica britannica a riacquistare il suo primato sui mercati mondiali, sui quali, in questi giorni in Inghilterra, ci si interroga, anche con alcune perplessità. Stando a quanto riporta la Bbc, il governo vorrebbe da una parte «condividere le cartelle cliniche dei pazienti con le aziende sanitarie private» dall’altra, con «piani controversi» offrire alle compagnie più «libertà di eseguire sperimentazioni cliniche all''interno di ospedali». Inoltre, Downing Street vuole anche accelerare il processo di autorizzazione dei trattamenti sperimentali, in modo che i pazienti con gravi patologie, come neoplasie al cervello e al polmone, possano ottenere un accesso più rapido ai farmaci. «L''obiettivo è che il National health service lavori mano nella mano con l''industria diventando il più veloce nel mondo ad adottare innovazioni» ha dichiarato Cameron. Con queste iniziative, commenta la Bbc, il governo risponde «anche ai tempi di difficile congiuntura economica che attendono il settore della biomedica» in cui «la pipeline di innovazione farmaci non scorre più come una volta e il numero di medicinali in fase finale di sviluppo è diminuito» e gli studi clinici hanno costi crescenti. Il segnale più tangibile secondo l’emittente inglese, «è venuto all''inizio di quest''anno, quando Pfizer ha annunciato che stava chiudendo il suo centro di ricerca nel Kent, che impiega 2.400 persone, e dove è stato sviluppato il sildenafil». Cameron ha difeso le sue intenzioni argomentando che il “data sparing” sarà anonimo e aiuterà i ricercatori del settore privato a sviluppare e testare nuove terapie e ha aggiunto: «La pressione sui bilanci della sanità in Occidente, le economie emergenti in Oriente, l''invecchiamento della popolazione, l''esplosione di conoscenza, sono elementi che spingono per creare un nuovo paradigma per le scienze della vita e in questo nuovo paradigma, dobbiamo fare in modo che il Regno Unito rimanga avanti».

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