Farmaci e dintorni
24 Maggio 2013Il trattamento della broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) si arricchisce di una nuova opzione terapeutica che vanta una somministrazione unica giornaliera, una semplificazione nell’uso dell’inalatore, un’azione rapida a fronte di una broncodilatazione prolungata fino a 24 ore. Il nuovo farmaco già disponibile in Italia in fascia A, e presentato ieri in una conferenza stampa, è un antimuscarinico di nuova generazione e si chiama glicopirronio bromuro. La molecola ha dimostrato un’elevata selettività nell’antagonizzare i recettori muscarinici delle vie aeree «in particolare dei recettori M3» ha sottolineato Girolamo Pelaia direttore della Scuola di specializzazione in malattie dell’apparato respiratorio, Università degli studi Magna Graecia di Catanzaro «responsabili della broncocostrizione e dell’ipersecrezione di muco, agisce entro cinque minuti dall’inalazione, mantiene l’attività per 4 ore ma l’azione di broncodilatazione prosegue per 24 ore, ma non interferisce significativamente con la funzione dei recettori M2, minimizzando così effetti cardiovascolari indesiderati». Il momento critico della giornata del paziente è il risveglio, ha spiegato Francesco Blasi, docente di Malattie apparato respiratorio, Università degli studi di Milano - Fondazione Cà Granda, «con una terapia che copre anche la notte, il paziente si sveglia in condizioni migliori e la successiva somministrazione ottimizza la broncodilatazione». Nel trattamento della Bpco che prevede essenzialmente una somministrazione per via inalatoria è implicita una certa complessità che mette a rischio l’aderenza e, ha aggiunto, infine, Pelaia « a volte c’è una non aderenza non intenzionale, causata dall’uso scorretto del dispositivo, non sempre spiegato in modo chiaro dal medico. Il nuovo farmaco» ha ricordato l’esperto «è dotato di un inalatore in cui va inserita la dose singola e dopo averlo schiacciato e inalato il paziente sente un fruscio, percepisce un gusto zuccherino e può controllare se hanno assunto completamente il farmaco».
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