Farmaci e dintorni
13 Giugno 2013Rispetto alle cure abituali, la formazione abbinata alla valutazione periodica dei risultati migliora l’appropriatezza prescrittiva nelle infezioni acute delle vie respiratorie. Parola di Jeffrey Gerber, ricercatore al Children’s hospital di Philadelphia e primo autore di un articolo su Jama. «Gli antibiotici sono i farmaci più comuni prescritti ai bambini in ambulatorio, e tre quarti sono per le infezioni acute delle vie respiratorie (Arti)» dice l’infettivologo. Le prescrizioni inutili per le infezioni virali sono in calo, ma un certo grado di inappropriatezza si verifica anche per le infezioni batteriche, specie quando si usano antibiotici a largo spettro al posto di quelli a spettro ristretto suggeriti dalle linee guida. Così Gerber e colleghi hanno valutato l’efficacia di un intervento formativo sulla prescrizione ambulatoriale di antibiotici stimando i tassi prescrittivi per Arti nel periodo compreso tra 20 mesi prima della formazione e 12 mesi dopo. Lo studio ha incluso una rete di 18 studi associati di cure primarie pediatriche in Pennsylvania e New Jersey (162 medici) per un totale di 1.291.824 visite ambulatoriali su 185.212 bambini. «L''intervento consisteva in un’ora di formazione clinica sul posto seguito da un anno di revisioni trimestrali e valutazioni dei risultati sulle prescrizioni per Arti batteriche e virali» osserva il ricercatore. I risultati, confrontati con quelli ottenuti in un gruppo di medici che proseguiva le cure consuete, dimostrano che le prescrizioni ad ampio spettro sono scese dal 26,8 al 14,3 per cento nel gruppo formato e dal 28,4 al 22,6 per cento in quello di controllo, mentre il tasso di prescrizione di antibiotici per le infezioni virali, già basso, è rimasto invariato in entrambi i gruppi. E Jonathan Finkelstein, pediatra dell’Harvard medical school di Boston, in un editoriale di commento, afferma: «La buona notizia è che sono state sviluppate tecniche formative efficaci nel migliorare l’appropriatezza prescrittiva di antibiotici in ambulatorio. È tuttavia evidente che l''efficacia varia a seconda del contesto, e studi futuri dovrebbero esaminare la sostenibilità e gli esiti clinici di questi interventi nonché la loro generalizzabilità».
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