Farmaci e dintorni
14 Giugno 2013L’agenzia regolatoria britannica (Medicines and healthcare products regulatory agency – Mhra), in seguito ai dubbi sorti sulla qualità delle sigarette elettroniche, ha decretato che a partire dal 2016 saranno registrate come medicinali non da prescrizione. «Metterle al bando non ci è sembrata un’opzione, dal momento che l’alternativa per gli utenti sarebbe continuare o ricominciare a fumare le sigarette tradizionali» ha detto Jeremy Mean, a capo del gruppo di vigilanza e gestione del rischio dei medicinali dell’Mhra. Per registrare le sigarette elettroniche i produttori dovranno certificarne la qualità e dimostrare che rilasciano la quantità corretta di nicotina, ma non dovranno effettuare trial clinici; in cambio potranno riportare sui loro prodotti claim per la disassuefazione dal fumo e i medici potranno prescriverli per questo scopo. Intanto pare che alcuni farmacisti abbiano fatto scorte di e-Cig contenenti nicotina, non ci sono dichiarazioni ufficiali in merito, ma la Royal pharmaceutical society suggerisce alle farmacie di attendere l’arrivo sul mercato dei prodotti regolarmente registrati prima di procedure con eventuali approvvigionamenti. La normativa apporterà modifiche sostanziali all’attuale regime di libera vendita, come spiega Mean «una volta registrate le e-Cig potranno essere pubblicizzate solo per la disassuefazione o la riduzione del fumo di tabacco e non più come “scelta di stile”. Inoltre dal 2016 i farmacisti che sceglieranno di vendere le sigarette elettroniche potranno essere certi della loro sicurezza e qualità». Al momento c’è già chi si è portato avanti: Nicoventures, una compagnia del gruppo British american tobacco, ha presentato una domanda di registrazione all’Mhra. Critico, invece, Michael Ryan, presidente di Zandera, uno dei maggiori venditori di sigarette elettroniche che si è detto «favorevole alle misure per rinforzare gli standard dei prodotti…purchè si continui a riconoscerne la libera vendita»; nello specifico sarebbe opportuno registrare le e-Cig come Gls (general sales list), per consentirne la vendita anche negli esercizi privi di un farmacista, piuttosto che come Pharmacy medicine, «perché per noi i fumatori non sono malati, ma solo persone con un’abitudine» ha concluso Ryan.
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