Farmaci e dintorni
20 Settembre 2013Il National institute of health statunitense (Nih) ha stanziato circa 33 milioni di dollari per uno studio che testerà un farmaco su persone che non hanno sintomi del morbo di Alzheimer, ma hanno una mutazione genetica che predispone. Tutta la sperimentazione costerà 100 milioni di dollari coperto in buona parte dall''azienda che ha avviato la pipeline della terapia, e coinvolgerà 650 persone tra 60 e 75 anni che hanno ereditato una mutazione del gene ApoE4 da entrambi i genitori. Il progetto, che partirà nel 2015, non ha ancora scelto quale delle differenti terapie in sviluppo sarà testata, ma sarà sicuramente un farmaco che contrasta le placche amiloidi, gli aggregati di proteine che provocano la malattia. Già dopo due anni, hanno dichiarato Eric Reiman e Pierre Tariot del Banner Alzheimer’s Institute di Phoenix, che coordineranno il progetto, dovrebbero arrivare i primi risultati con una stima della capacità di prevenire l''insorgenza della patologia. «Quello che vogliamo fare è guardare alle persone a rischio, proprio come facciamo con le persone che hanno il colesterolo alto e sono a rischio per le malattie cardiovascolari» spiega al New York Times Laurie Ryan del Nih - chiedendoci se intervenendo adesso possiamo prevenire o almeno ritardare l''insorgenza della malattia». I tagli operati sul budget federale, spiega il quotidiano americano, hanno fatto venire meno la promessa di Obama di destinare 100 milioni di dollari alle ricerche sulla malattia nel 2013, ma l''agenzia è riuscita comunque a ritagliare da tutti i suoi capitoli di spesa i fondi necessari a supportare il programma. Nel frattempo altri test più piccoli sono iniziati o sono sulla rampa di lancio. Sempre l''Nih, per esempio, ha appena destinato 1,5 milioni di dollari allo sviluppo di tre farmaci destinati alla forma precoce della malattia.
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