Farmaci e dintorni
11 Novembre 2013L’ospedale pediatrico di Filadelfia (Chop) è il primo ospedale degli Stati Uniti ad aver eliminato dal suo prontuario quasi tutti i supplementi dietetici (integratori alimentari). Il nosocomio attribuisce la sua decisione al fatto che l’Fda non effettua controlli regolari sula produzione degli integratori alimentari. «Siccome vitamine e supplementi dietetici sono essenzialmente privi di una regolamentazione, per la maggior parte di questi prodotti non ci sono informazioni valide sugli effetti collaterali avversi, sulle interazioni con i farmaci, e persino sulle dosi standard» ha detto Sarah Erush, pharmacy clinical manager e membro del Therapeutic standards committee dell’ospedale. «Somministrare questi prodotti – soprattutto ai bambini con gravi complicanze di salute – non è etico quando i rischi siano sconosciuti ed esistano trattamenti alternativi la cui sicurezza ed efficacia sia stata dimostrata da studi clinici». Tuttavia, poichè ci sono alcune condizioni mediche che possono richiedere la supplementazione di vitamine o sostanze nutritive, l''ospedale ha elaborato "un elenco molto limitato e selezionato di prodotti accettabili che hanno dimostrato di essere di alta qualità e sicuri", si legge nel documento del Chop. Con l’introduzione della nuova policy a genitori e tutori sarà sempre chiesto al momento del ricovero se il paziente sta assumendo farmaci o integratori e, in caso affermativo, la persona sarà informata dei possibili rischi connessi con il mantenimento di questo comportamento di cui, eventualmente, dovrà assumersi ogni responsabilità per iscritto. «Educare le famiglie è una delle ragioni più importanti alla base dell’implementazione di questa nuova politica. La maggior parte delle persone è convinta che gli integratori che acquista presso il negozio di alimenti salutari o online siano rigorosamente controllati o siano sicuri solo perché sono “naturale”. Ma i supplementi dietetici sono oggetto di revisione della Fda solo se viene segnalato un evento avverso, quindi ce ne sono molti per cui non abbiamo dati affidabili» ha concluso Erush. (E.L.)
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