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Farmaci e dintorni

05 Dicembre 2013

Integratore multivitaminico protegge dalla cataratta


Assumere un supplemento multivitaminico ogni giorno può evitare lo sviluppo di cataratta negli uomini di mezza età e più anziani, secondo un articolo pubblicato su Ophthalmology. Contrariamente alle attese però, non sembrano esserci associazioni tra uso quotidiano di vitamine e degenerazione maculare senile (Amd). Lo sostengono William G. Christen, della divisione di Malattie cardiovascolari del Brigham and women''s hospital e dell’Harvard medical school di Boston, Massachusetts, e colleghi che hanno analizzato i risultati del Physicians'' health study (Phs) II, focalizzandosi su quelli che erano due endpoint secondari: l’incidenza di cataratta e degenerazione maculare senile. Nello specifico per indagare le patologie oculari, 11.497 medici erano stati randomizzati a ricevere quotidianamente un multivitaminico (n=5.736) o placebo (n=5.761) per la cataratta, mentre altri 7.111 hanno assunto il multivitaminico e 7.122 il placebo per l’Amd. La ricerca è durata una media di 11,2 anni nel corso dei quali i partecipanti hanno compilato un questionario ogni anno. Nel complesso si sono verificati 1817 casi di cataratta: 872 nel gruppo integratore e 945 nel gruppo placebo (Rischio relativo 0,91); inoltre i ricercatori hanno registrato 587 casi di Amd, però 152 nel gruppo multivitaminico contro 129 nel gruppo placebo. L’analisi dei dati ha evidenziato che il rischio cataratta era ridotto del 9% tra i partecipanti che assumevano il multivitaminico, rispetto a quelli del gruppo placebo, e il beneficio era maggiore negli uomini più anziani. Nessuna differenza significativa invece per i casi di Amd. Anche se una riduzione del 9% può sembrare un risultato modesto, occorre considerare come la cataratta sia un disturbo molto diffuso «quindi anche una piccola riduzione potrebbe avere un ampio impatto sulla salute pubblica» ha sottolineato Christen. Per quanto riguarda la degenerazione maculare senile, invece, è probabile che «ci sia davvero un’assenza di effetto, oppure che i riscontri non significativi siano dovuti al caso» ha detto «o ancora che le dosi o il tempo di osservazione non siano stati adeguati. Magari è necessaria una diversa combinazione di nutrienti». Senza dimenticare che lo studio Phs II era disegnato, primariamente, per individuare il rischio cardiovascolare e oncologico e che i dati si basano su informazioni atuoriportate dai medici partecipanti. (E.L.)

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