Farmaci e dintorni
05 Marzo 2014I farmaci generici non sono responsabili di alti livelli di sospensione di terapia antipertensiva. È la conclusione di uno studio condotto in Lombardia da un gruppo di importanti studiosi coordinati da Giuseppe Mancia, del Centro di fisiologia clinica e ipertensione dell’università di Milano-Bicocca. Fin dall’introduzione dei generici, è stato acceso il dibattito su sicurezza ed efficacia rispetto ai branded, ma sono stati condotti pochi trial di confronto circa la compliance. Lo si è fatto in questo caso, considerando la classe degli antipertensivi e i 101.618 iscritti al servizio sanitario della Regione Lombardia. I soggetti selezionati – di età =/>18 anni, in monoterapia ex novo con un antipertensivo generico o branded durante il 2008 – sono stati seguiti fino alla data più precoce di interruzione della terapia a causa del farmaco (outcome). Basandosi su una coorte e una serie di casi autocontrollati, sono stati calcolati i rapporti di rischio (Hr) di interruzione associati con l’inizio del trattamento con un farmaco generico o di marca e il rapporto del tasso di incidenza (Irr) di sospensione durante i periodi di trattamento con le due categorie di prodotti. «I pazienti che avevano iniziato la terapia con generici non hanno evidenziato un differente rischio di interruzione rispetto a quanti erano partiti con un farmaco di marca (Hr: 1,00)» scrivono gli autori. «Non si sono registrati neppure differenti tassi di discontinuità durante i periodi coperti dai due tipi di prodotto (Irr: 1,01) negli stessi individui» aggiungono. «Questi dati hanno importanti implicazioni cliniche» sottolineano gli autori «perché una bassa persistenza si associa a un aumentato rischio di esiti clinici» e, nel caso degli antipertensivi, a un’incidenza superiore di ricoveri per malattia cerebrovascolare o coronarica. Da notare ancora due aspetti. La sostanziale eguaglianza di adesione, per gli studiosi, è indicativa di una sostanziale equivalenza tra antipertensivi nel loro impatto sulla gestione terapeutica cronica nella vita reale. Dai dati, infine, è emerso che solo un terzo degli antipertensivi prescritti era generico; cifre in linea con quelle dell’intera popolazione italiana ma in contrasto con i numeri di molti Paesi europei. «Ipotizzando l’equivalenza terapeutica» concludono gli autori «l’implicazione clinica è di prescrivere farmaci generici».
J Hypertens, 2014 Feb 24. [Epub ahead of print]
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