Pillole di nuova generazione, in Francia crollano vendite
Negli ultimi due anni, in Francia si è registrato un calo significativo delle vendite di pillole anti-concezionali di terza e quarta generazione, scese del 60% a fronte di un incremento di quelle di prima e seconda generazione cresciute del 36%. È quanto riporta il quotidiano Le Figaro stando ai dati registrati dall'Agenzia nazionale per i medicinali francese che si riferiscono alle stime relative al periodo tra gennaio e aprile 2014 rispetto agli stessi mesi del 2012. Secondo l'Agenzia, dopo il dibattito sollevato in Francia nel 2013 sull'incremento dei rischi (4 casi su 10 mila vs. 2 casi su 10 mila per le pillole di seconda generazione) associati all'uso di contraccettivi orali a base di gestodene e desogestrel, «donne e medici preferiscono ormai contraccettivi che presentano meno rischi di sviluppare embolie». Sui rischi di trombosi, flebiti o embolie polmonari è intervenuto, lo scorso ottobre, anche il Pharmacovigilance risk assessment committee (Prac) dell'Ema, concludendo che i benefici di questi farmaci nel prevenire gravidanze indesiderate continuano a superare i rischi. Il Comitato ha anche raccomandato che donne e prescrittori siano meglio informati circa il rischio noto di tromboembolia e prestino attenzione all'insorgenza di segni e sintomi. In Francia, il ministro della Salute, Marisol Touraine, recependo l'indicazione dell'Ue, ha detto ai cittadini: «La buona contraccezione è quella che viene consegnata alla persona giusta al momento giusto». La risposta, stando a un'indagine recente richiesta del Ministro francese, è stato un cambiamento delle abitudini contraccettive, se prima il 50% si affidava alla pillola, la percentuale è scesa al 41% con un ritorno al formulazioni di generazione precedente, mentre invece è salita la quota che si rivolge ad altri metodi come i dispositivi intrauterini (+1,9%), i profilattici (+3,2%) e altri metodi cosiddetti naturali (+3,4%).
Simona Zazzetta
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