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Farmaci e dintorni

26 Giugno 2014

La sicurezza dei farmaci nell'era della comunicazione globale


Nell'era digitale le persone cercano sempre più su Internet informazioni sulla salute e questa è un'opportunità senza precedenti per gli operatori sanitari, specie nel campo della sicurezza dei farmaci. Lo afferma John Seeger, farmacologo dell'Harvard medical school di Boston e coautore di un editoriale pubblicato sul New England journal of medicine. A questo proposito il crescente accesso a siti come Wikipedia e WebMD ha fatto emergere una questione importante: in che modo vengono messe in rete le segnalazioni degli effetti avversi di un farmaco? Per rispondere gli autori hanno verificato le comunicazioni sulla sicurezza dei farmaci emessi dalla US Food and drug administration (Fda) tra il 1° gennaio 2011 e il 31 dicembre 2012 esaminando i contenuti di Wikipedia, la risorsa sanitaria più consultata, 60 giorni prima e dopo l'annuncio. Le avvertenze di sicurezza riguardavano 22 farmaci per malattie come l'ipertensione, la leucemia mieloide cronica e l'epatite C, prodotti che tutti assieme hanno attivato 13 milioni di ricerche su Google e 5 milioni su Wikipedia per ognuno dei due anni di studio. «L'emissione dei warning da parte della Fda ha aumentato in media dell'82% le ricerche su Google la settimana dopo l'annuncio e del 175% le visite a Wikipedia il giorno della pubblicazione» riprende Seeger. Ma le informazione che gli utenti trovano sono tempestive? Ebbene, il 41% delle pagine di Wikipedia vengono aggiornate entro 2 settimane dalla diffusione del warning Fda, percentuale che sale al 58% se i farmaci curano malattie con elevata prevalenza e scende al 23% per farmaci poco diffusi. «Ma in alcuni casi Wikipedia non viene aggiornata anche per un anno» puntualizza il farmacologo. E questi risultati hanno implicazioni pratiche: le nuove tecnologie offrono la possibilità di raggiungere pazienti e medici in modo efficiente, ma il primo passo dovrebbe essere quello di migliorare l'accessibilità delle informazioni sui farmaci sul sito web della Fda, non lasciando il compito ai soli portali d'informazione medica. «Data la frequenza con cui i pazienti cercano su Internet notizie di salute, è tempo per la Fda di farsi garante dell'accesso immediato a informazioni sanitarie accurate e complete, inclusi gli aggiornamenti tempestivi sulla sicurezza dei farmaci» conclude Seeger.

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