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Farmaci e dintorni

16 Dicembre 2014

Riacutizzazioni Bpco, corticosteroidi sufficienti per pochi giorni


Brevi cicli di steroidi sistemici, nel trattamento di pazienti con esacerbazioni (flare-up) di broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), sono altrettanto efficaci dei più lunghi cicli convenzionali? Alla domanda hanno risposto 4 esperti del Cochrane Airways Group. Questi ultimi innanzitutto hanno sottolineato la rilevanza della questione: quando si verificano le riacutizzazioni normalmente vengono utilizzati corticosteroidi sistemici (dunque non inalatori) quali prednisolone, prednisone e cortisone. Sapere se un trattamento più breve (di 7 giorni al massimo) è altrettanto valido di una terapia di normale lunghezza (oltre i 7 giorni) ha dunque implicazioni sulla possibilità di determinare minori effetti collaterali. Gli studiosi innanzitutto hanno cercato sui maggiori archivi elettronici tutti gli studi di confronto fra trattamenti steroidei orali e per via iniettiva effettuati per un massimo di 7 giorni oppure per periodi più lunghi in pazienti con esacerbazioni acute di Bpco, considerando lavori pubblicati fino al giugno 2014. Sono stati trovati 8 studi che corrispondevano alle caratteristiche volute, per un totale di 582 pazienti con Bpco e con un'esacerbazione che aveva richiesto un extra-trattamento ospedaliero, e su tali studi è stata condotta una meta-analisi. Occorre specificare che la maggior parte dei soggetti studiati erano vicino ai 70 anni e soffrivano sintomi di Bpco gravi o molto gravi. Al termine dell'elaborazione dei dai, non sono state osservate differenze fra trattamenti più lunghi e più corti. I pazienti trattati per 7 giorni o meno non avevano un tasso di fallimento di terapia più elevato o differenze nella funzione polmonare né nell'incidenza di eventi avversi. «Le informazioni ricavate da questa ricerca» affermano gli autori «hanno aumentato la nostra convinzione che 5 giorni di corticosteroidi appaiano sufficienti per il trattamento di adulti con riacutizzazioni di Bpco. Inoltre appare bassa la probabilità che trattamenti più brevi (di circa 5 giorni) di corticosteroidi sistemici possano portare ad outcomes più sfavorevoli rispetto a quelli ottenuti con terapie più lunghe (da 10 a 14 giorni)». (A.Z.)

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