Farmaci e dintorni
30 Aprile 2015«Un paio di molecole hanno già mostrato risultati promettenti in piccoli studi clinici e potrebbero presto passare allo stadio finale dei test»: lo ha riportato qualche giorno fa il New York Times in riferimento alla celiachia. È una malattia molto diffusa e, secondo le ultime evidenze, sembra colpire circa una persona su cento tra coloro che vivono nei Paesi occidentali: tradotto in cifre assolute, si tratterebbe di oltre tre milioni di statunitensi e circa 600mila italiani. Eppure la celiachia è stata molto sottovalutata e soprattutto sottodiagnosticata, anche perché la sintomatologia, pur importante (dai dolori addominali alla diarrea, dalla stanchezza al mal di testa, fino a problemi cognitivi) è comune ad altre condizioni. Così il tentativo di sviluppare farmaci ad hoc è piuttosto recente e si prevede che, almeno fino al 2018, nessun prodotto arriverà a essere commercializzato. Ora però le industrie si stanno decisamente muovendo, sia pure con molte difficoltà, tra cui quella, evidenziata recentemente in un workshop organizzato dalla Food and drug administration, di capire come misurare l'efficacia dei futuri trattamenti negli studi clinici. Anche se le prime ricerche sono state condotte soprattutto da piccole aziende farmaceutiche, ora sono scesi in campo colossi del calibro di GlaxoSmithKline e Abbvie. La prima ha fondato Sitari Pharmaceuticals, una società di venture capital con la Avalon Ventures dedicata agli studi sulla celiachia, mentre Abbvie ha sborsato 70 milioni di dollari per l'acquisizione dei diritti di un farmaco, attualmente in sviluppo da parte di Alvine Pharmaceuticals. E Celimmune è una nuova società per lo sviluppo di farmaci per la celiachia, che potrebbe servire come banco di prova per le aziende farmaceutiche che sviluppano prodotti per le malattie autoimmuni. Intanto, l'azienda israeliana BioLineRx sta testando un polimero che si lega a una parte fondamentale della proteina glutine impedendo che venga assorbita nell'intestino, mentre ImmusanT punta a indurre la tolleranza, attraverso iniezioni a dosaggio progressivo di sezioni di glutine.
Renato Torlaschi
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