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Farmaci e dintorni

28 Luglio 2015

Nutrizione, lo “zampino” del farmacista nella storia degli alimenti


Che cosa hanno in comune la Coca-cola, la margarina, le patate e lo zucchero? Uno o più farmacisti che con l'attività più o meno professionale hanno contribuito alla scoperta e all'uso comune oggi conosciuto. Lo si apprende da un libro, "La storia di ciò che mangiamo", scritto da Renzo Pellati, specialista in scienza dell'alimentazione, in cui l'autore ripercorrendo l'origine e la scoperta di alcuni alimenti di largo consumo, mette in evidenza come in alcuni casi il ruolo dei farmacisti sia stato «determinante». La più nota è certamente quella della Coca-cola. «La bevanda nacque nel 1886 ad Atlanta. La invento un farmacista, John Pemberton, partendo da uno sciroppo di acqua zucchero, estratti vegetali». I componenti vegetali erano estratti di foglie di coca e noce di cola. «In un primo momento il prodotto da sciogliere in acqua gassata, fu smerciato come rimedio per il mal di testa, ma subito si notò che era una bevanda gradevole e rinfrescante». Meno nota ai molti, la storia della margarina il cui brevetto è dovuto a un farmacista francese Hyppolite Mège-Mouriès che nell'800 a 16 anni entra in farmacia come allievo. Il suo percorso prosegue a Parigi dove partecipa a un bando di ricerca proposto da Napoleone III per trovare una sostanza grassa meno costosa del burro. Mège-Mouriès mise a punto «un'emulsione contenente una parte grassa e una parte acquosa. Nella formulazione originaria la parte acquosa era costituita da latte scremato, la parte grassa da grasso bovino fuso e raffinata» e la chiamò oleomargarina, da "margaron" che in greco significa perla, per il fatto che al microscopio la parte grassa appare. Altro contributo all'alimentazione fu dato da Antoine Augustin Parmentier, farmacista nato nel 1737 in Picardia a cui si deve il nome del piatto francese potage Parmentier, zuppa cremosa a base di patate. Conobbe il tubero durante il servizio militare come farmacista nell'esercito quando venne fatto prigioniero: le patate venivano date ai prigionieri. Tornato in patria si dedicò agli studi su alcuni alimenti e poiché alla fine del '700 si cercavano vegetali nutrienti per sostituire i cerali in periodi di carestia, iniziò a coltivare diversi tipi di patate in collaborazione con il ministero degli Interni, con ottimi risultati anche in terreni poco fertili. Nel 1785 la patata entra ufficialmente nell'alimentazione degli europei. Infine lo zucchero: in Italia e in Europa l'uso diffuso in tutta la popolazione risale a non più di due secoli deve ai fa, nel XII secolo venne importato come spezia durante le crociate in Terrasanta e «veniva usato dai farmacisti per nascondere i sapori di medicamenti disgustosi, soprattutto amari».

Simona Zazzetta

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