Farmaci antipsicotici, in Uk oggetto di prescrizione inappropriata
Nel Regno Unito la percentuale di persone con disabilità intellettiva in terapia con psicofarmaci supera di gran lunga il tasso di malattie mentali diagnosticate, secondo uno studio appena pubblicato sul British Medical Journal. «E questo suggerisce che, in alcuni casi, gli psicofarmaci vengono utilizzati per trattare alcuni disturbi del comportamento, piuttosto che le malattie mentali vere e proprie» afferma Rory Sheehan, Division of Psychiatry University College London, primo autore dell'articolo. «Le persone con disabilità intellettiva sviluppano gravi malattie mentali con frequenza più elevata di quanto non faccia la popolazione generale» riprende il ricercatore, spiegando che, seppure in mancanza di stime precise, esiste la preoccupazione che gli psicofarmaci in generale e gli anti-psicotici in particolare siano spesso usati impropriamente nelle persone con disabilità intellettiva. Per chiarire l'argomento gli autori hanno analizzato i dati di 571 medici di medicina generale del Regno Unito utilizzando il The Health Improvement Network (THIN), un ampio database di cartelle cliniche elettroniche, identificando 33.016 persone con diagnosi di disabilità intellettiva. E scoprendo che degli 11.915 soggetti con disturbi del comportamento il 47% ha ricevuto farmaci anti-psicotici. Per giunta, il 26% dei pazienti in terapia anti-psicotica non aveva alcuna diagnosi di grave malattia mentale e nemmeno di disturbi del comportamento. «Le prescrizioni di anti-psicotici sono più comuni negli anziani e nei pazienti con autismo, demenza ed epilessia, oltre che nelle malattie mentali vere e proprie» riprende Sheehan, sottolineando che i dati raccolti confermano la sproporzione tra prescrizione di anti-psicotici e tasso di malattie mentali. «L'uso inappropriato di tali farmaci ha implicazioni sia per l'individuo sia per i sistemi sanitari, e questi risultati evidenziano la necessità di una conoscenza più adeguata da parte dei medici sull'uso degli antipsicotici e sul trattamento farmacologico delle persone con disabilità intellettiva».
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