Con levotiroxina liquida assunta durante la colazione migliora l’aderenza
Tre studi condotti in Italia, i cui risultati sono stati presentati a Milano, dimostrano che il problema della scarsa adesione dei pazienti ipotiroidei all'assunzione regolare di levotiroxina può essere definitivamente risolto grazie a una nuova formulazione dell'ormone in soluzione liquida invece che nelle tradizionali compresse: non c'è più bisogno così di aspettare 30 minuti dopo aver preso la compressa per fare colazione ma si può assumere il farmaco in formulazione liquida insieme agli alimenti del mattino. I dati di un'indagine, esposti da Carolina Resmini, qualitative researcher Doxapharma, evidenziano come l'elemento critico della terapia dell'ipotiroidismo sia proprio l'imposizione di quella pausa tra l'assunzione della levotiroxina e la colazione che anticipa il risveglio e rallenta l'inizio della giornata. «I risultati dello studio italiano Tico provano che la levotiroxina in forma liquida può essere assunta contemporaneamente alla colazione, e messa anche direttamente nella spremuta, nel cappuccino o nel caffè, senza influssi sull'efficacia del farmaco» afferma Carlo Cappelli, endocrinologo responsabile degli Ambulatori della tiroide degli Spedali Civili di Brescia e primo firmatario della ricerca. «Questo studio clinico randomizzato, cross-over, condotto in doppio cieco e controllato con placebo ha arruolato 77 pazienti (64 donne e 13 uomini) ipotiroidei mai trattati farmacologicamente che hanno assunto per 6 settimane la soluzione liquida di levotiroxina o il placebo 30 minuti prima della colazione o al momento della colazione. Dopo il trattamento, i pazienti dei due gruppi hanno raggiunto uno stato eutiroideo e non è stata osservata alcuna differenza significativa per quanto riguarda le concentrazioni di Tsh, FT4 e FT3». Un altro studio (3), condotto dal team di Efisio Puxeddu, professore associato dell'Università degli Studi di Perugia, ha confermato che la formulazione liquida di levotiroxina ha dimostrato la pari efficacia terapeutica, tramite misurazione della concentrazione di TSH, tra la somministrazione di levotiroxina liquida durante la colazione o 10 minuti prima. «L'annullamento dei tempi di attesa tra l'assunzione del farmaco e la prima colazione è un elemento veramente essenziale per migliorare l'aderenza del paziente alla terapia, dalla quale in molti casi dipende la risposta clinica» sottolinea Enrico Papini, responsabile scientifico Ame (Associazione medici endocrinologi) e Direttore Uoc Endocrinologia e malattie del metabolismo, Ospedale Regina Apostolorum, Albano Laziale. «Uno studio appena concluso, condotto in tre centri di riferimento per la tiroide, e i cui risultati verranno presentati al prossimo congresso dell'Endocrine Society, è stato eseguito su 101 pazienti ipotiroidei consecutivi con valori stabili di Tsh in corso di terapia sostitutiva» prosegue Papini. «Il passaggio dalla tradizionale terapia in compresse alla formulazione liquida al momento della colazione si è associato a un miglioramento della qualità di vita nella maggioranza dei casi (66%), secondo quanto dichiarato dagli interessati, mentre i valori medi di TSH e i principali parametri metabolici non hanno mostrato modificazioni significative. Resta ovviamente confermata, nella pratica clinica, la necessità di un controllo dopo un mese del profilo tiroideo in seguito al passaggio dall'una all'altra forma di terapia». L'assorbimento dell'ormone tiroideo, ricorda ancora Puxeddu, è legato a tante variabili come l'ingestione contemporanea di cibo, caffè, fibre o soia, oppure a ridotta acidità gastrica, condizioni di malassorbimento, intolleranza al lattosio o assunzione di altri farmaci come inibitori di pompa protonica (Ppi) e antiacidi. «Questo problema» specifica l'esperto «può essere risolto con la formulazione liquida che, migliorando il profilo farmacocinetico dell'ormone, ne rende meno influenzabile e più stabile l'assorbimento, assicurandolo in tempi rapidi». Il grande interesse di questi dati è legato al fatto che circa il 10% della popolazione italiana soffre di una patologia della tiroide e oltre il 3% è in terapia con levotiroxina (Lt4), rileva Papini. Inoltre, aggiunge, l'ipotiroidismo colpisce il genere femminile nell'80% dei casi, con picchi elevati nel periodo post-menopausale.
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