Farmaci e dintorni
04 Marzo 2016Una nuova opzione terapeutica per la Costipazione indotta da oppioidi (Cio) potrebbe aprirsi con l'utilizzo della naldemedina, un nuovo farmaco presentato al congresso annuale della American academy of pain medicine (Aapm). Si tratta di un antagonista del recettore oppioide mu, ad assunzione orale, che in uno studio di fase III si è mostrato superiore al placebo nel trattamento della Cio, senza ridurre gli effetti analgesici degli oppioidi. Attualmente il trattamento maggiormente utilizzato per contrastare questo effetto avverso, che si riscontra comunemente nei pazienti in terapia con oppioidi, consiste nell'assunzione di normali lassativi da banco, ha spiegato il ricercatore che ha presentato la nuova opzione. La naldemedina non attraversa la barriera emato-encefalica ma agisce a livello periferico: «Questo significa - ha spiegato il ricercatore - che non contrasta l'effetto dell'oppioide; in questo modo si mantengono i benefici del controllo del dolore senza che si produca la costipazione».
Secondo il ricercatore il profilo di tollerabilità del nuovo farmaco è migliore rispetto a quelli già esistenti. Lo studio che ha promosso la naldemidina è stato condotto su 545 pazienti con dolore cronico non oncologico che erano in cura con oppioidi da almeno tre mesi e soffrivano di costipazione. Suddivisi in due gruppi con un algoritmo di randomizzazione, i 273 pazienti che hanno ricevuto il farmaco hanno risposto positivamente nel 47,6% dei casi, rispetto al 34,6% rilevato nel gruppo placebo. Gli effetti avversi più comuni associati alla naldemidina sono stati a carico del tratto gastrointestinale: dolore, diarrea e nausea, dovuti al meccanismo d'azione del farmaco. Il dolore addominale è stato riportato dal 6,3% dei pazienti trattati rispetto all'1,8% dei soggetti inseriti nel gruppo di controllo; per la diarrea le percentuali sono state rispettivamente del 6,6% e del 2,9% e per la nausea del 4,8% e del 2,6%; c'è però da rilevare che nella maggior parte dei casi si è trattato di effetti collaterali transitori, sperimentati solo nel periodo iniziale di assunzione della naldemidina.
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