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Farmaci e dintorni

20 Aprile 2016

Domperidone e apomorfina, cautela se usati in associazione nel Parkinson


In un avviso emesso dalla Medicines and Healtcare products Reulatory Agency (Mhra), l'Agenzia regolatoria britannica, si raccomanda di valutare i fattori di rischio cardiaco nei pazienti in trattamento con apomorfina e domperidone e si prescrive il monitoraggio con elettrocardiogramma per ridurre il rischio di gravi aritmie legate al prolungamento dell'intervallo QT. Nei malati di Morbo di Parkinson con fluttuazioni motorie l'apomorfina, un derivato semisintetico della morfina, è utilizzata come farmaco di pronto intervento in caso di blocco e per stabilizzare le discinesie di gravi entità causate da un calo di efficacia della terapia a lungo termine con levodopa. Somministrata per via sottocutanea l'apomorfina viene assorbita rapidamente con un inizio dell'effetto compreso tra i 3 e i 20 minuti e una breve durata d'azione. Per prevenire l'insorgenza di effetti collaterali dopaminergici, per esempio nausea e vomito, il farmaco viene associato al domperidone in grado di contrastarne gli effetti periferici e da assumere due giorni prima.

Nel 2014 una revisione condotta dalle autorità europee ha però concluso che l'impiego di domperidone può essere associato a un aumento del rischio di prolungamento dell'intervallo QT, gravi aritmie ventricolari e morte cardiaca improvvisa, soprattutto nei pazienti di età superiore ai 60 anni e con dosi superiori a 30 mg al dì. Per questa ragione il foglietto illustrativo è stato modificato inserendo ulteriori controindicazioni e modificazioni d'uso. Ma poiché anche l'apomorfina ad alte dosi può prolungare l'intervallo QT, una revisione ne ha ora valutato la sicurezza associato a domperidone.

Nelle conclusioni gli esperti consigliano agli operatori sanitari particolari precauzioni nei pazienti che presentano alcuni fattori di rischio al cuore tra cui prolungamento dell'intervallo QT già diagnosticato, insufficienza cardiaca e altre patologie gravi dell'apparato cardiaco, disfunzione epatica grave, alterazioni del bilancio elettrolitico, terapie che possono aumentare i livelli ematici di domperidone (farmaci inibitori del citocromo P450).

Perché interessa il farmacista: i malati di Parkinson sono pazienti fragili verso cui è necessario porre molta attenzione nel informare gli eventi avversi dei farmaci


Marvi Tonus
Farmacista territoriale

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