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Farmaci e dintorni

18 Luglio 2016

Integratori in gravidanza non sempre utili, eccezioni acido folico e vitamina D


Sì ad acido folico e vitamina D in gravidanza. Per il resto basta una dieta corretta ed equilibrata. Lo affermano gli autori di una revisione delle prove disponibili, secondo i quali le donne incinte che vogliono contribuire a garantire al loro bambino il migliore ingresso nella vita dovrebbero concentrarsi sul miglioramento generale della propria alimentazione. È importante, però, che seguano il consiglio medico di assumere integratori di acido folico e di vitamina D. In passato - ricordano - carenze di nutrienti-chiave sono state collegate a varie complicanze in gravidanza o nel parto, quali preeclampsia, ridotta crescita fetale, deformità scheletriche e basso peso alla nascita: tutto ciò avrebbe portato allo sviluppo di supplementi multivitaminici e minerali destinati in modo specifico alle donne in gravidanza e commercializzati per proteggere la loro salute così come quella del loro bambino. Il National health service (Nhs) raccomanda che le donne incinte seguano un regime dietetico sano e variato e che inoltre assumano 10 mcg di vitamina D al giorno sia durante la gravidanza sia durante l'allattamento (per contribuire a garantire la salute delle ossa e dei denti del nascituro), 400 mcg di acido folico ogni giorno prima del concepimento e fino alla 12ma settimana di gravidanza (per prevenire i difetti del tubo neurale; le evidenze a supporto di tale raccomandazione sono forti) e 5 mg di folico al giorno quando vi è una storia familiare di difetti del tubo neurale o se la madre presenta diabete o in caso di pregresso parto di un bambino con difetti del tubo neurale. Gli esperti inoltre mettono in guardia contro l'assunzione di integratori contenenti vitamina A (retinolo) in quanto potrebbero danneggiare il bambino. Alcune donne, peraltro, possono beneficiare di multivitaminici secondo il programma "Healthy start", progettato per aiutare le famiglie più povere nel ricevere alcune prestazioni sanitarie. Tuttavia, ribadiscono gli autori, «non abbiamo trovato alcuna evidenza per raccomandare che tutte le donne gravide debbano assumere integratori prenatali al di là di quelli relativi all'acido folico e alla vitamina D, i quali possono essere acquistati relativamente a buon mercato anche in versione generica» scrivono, sottolineando anche come la gran parte delle prove a sostegno degli integratori multivitaminici provengano da studi condotti in Paesi a basso reddito, dove le donne hanno maggiore probabilità di sottonutrizione o malnutrizione rispetto alle donne britanniche. «Vorremmo incoraggiare le donne incinte, o che pensano di diventarlo, di avere una dieta sana e bilanciata che comprenda frutta fresca e vegetali insieme all'assunzione di integratori di acido folico» commenta Janet Fyle, ostetrica del Royal College. «Desideriamo anche sottolineare che non vi è alcuna necessità di "mangiare per due": questo è un falso mito e tutto ciò che occorre è una normale quantità bilanciata di cibo». Dal canto suo l'Industry-funded health supplements information service britannico replica che questa revisione «creerà solamente confusione tra le donne incinte e dissuaderà molte dal migliorare la loro assunzione di vitamine e minerali».

Drug Ther Bull, 2016 Jul 11. doi: 10.1136/dtb.2016.7.0414. [Epub ahead of print]

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