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Farmaci e dintorni

24 Novembre 2016

Farmaci antipertensivi, diuretici tiazidici protettivi per le ossa


Da un articolo appena pubblicato su Jama emerge che i diuretici tiazidici si associano a un minor rischio di fratture di anca e della pelvi rispetto ad altri farmaci antipertensivi. «L'ipertensione e le fratture osteoporotiche sono disturbi legati all'età la cui incidenza sta rapidamente aumentando nella fascia di età oltre i 65 anni» esordisce Joshua Barzilay, del sistema sanitario Kaiser Permanente di Atlanta in Georgia, coautore dell'articolo, spiegando che alcuni studi suggeriscono una maggiore frequenza di fratture osteoporotiche negli ipertesi rispetto alle persone con normali valori pressori.

«A ciò va aggiunto che secondo una recente metanalisi la terapia con diuretici tiazidici riduce la fragilità ossea e il rischio di fratture» scrivono gli autori, aggiungendo che gli effetti degli inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina (ACE-inibitori) e dei calcio-antagonisti (CCB) sul rischio di fratture sono meno noti e studiati, nonostante il loro uso frequente negli adulti anziani ipertesi. La domanda, quindi, è: i diuretici tiazidici proteggono contro il rischio di frattura rispetto agli altri farmaci antipertensivi? Per rispondere gli autori hanno analizzato i dati dello studio ALLHAT, Antihypertensive and Lipid-Lowering Treatment to Prevent Heart Attack Trial, un trial randomizzato e controllato che ha messo a confronto diverse terapie antipertensive usate allo scopo di prevenire la malattia coronarica fatale, gli attacchi di cuore non fatali e gli esiti di altre malattie cardiovascolari. «Dai dati raccolti emerge una riduzione del 21% del rischio di fratture dell'anca e della pelvi associata alla somministrazione di clortalidone, un diuretico tiazidico, rispetto all'ACE-inibitore lisinopril o al calcio-antagonista amlodipina» sottolinea Barzilay, spiegando che all'analisi hanno preso parte 22.180 persone seguite per un massimo di otto anni.

Inoltre, al termine dello studio 16.622 partecipanti sono stati seguiti per altri cinque anni. Durante i due follow-up si sono verificati 646 casi di frattura di anca e pelvi, e dall'analisi dei dati è emerso che il rischio fratturativo, sebbene minore nei pazienti in terapia con clortalidone rispetto agli altri due gruppi di trattamento, non ha raggiunto la significatività statistica. «Questi risultati suggeriscono comunque un effetto protettivo a breve e a lungo termine in termini di fratture pelviche e dell'anca della terapia antipertensiva con diuretici rispetto ad altri farmaci antipertensivi, in aggiunta alla protezione cardiovascolare» aggiunge il ricercatore, sottolineando comunque i limiti delle analisi a posteriori. «In altri termini, non sono analoghe all'analisi sperimentale né sostituiscono i test empirici più rigorosi» concludono gli autori.

E Cathleen Colón-Emeric della Duke University School of Medicine di Durham, North Carolina, scrive in un editoriale di commento: «Il doppio beneficio dei tiazidici, antipertensivo e antifratturativo, è una felice coincidenza oppure è correlato a un comune meccanismo d'azione sul tessuto osseo e vascolare? Per rispondere alla domanda servono ulteriori studi che esaminino la sovrapposizione tra malattie cardiovascolari e malattie del metabolismo osseo».

Jama 2016. doi: 10.1001/jamainternmed.2016.6821 http://jamanetwork.com/journals/jamainternalmedicine/fullarticle/10.1001/jamainternmed.2016.6821

Jama 2016. doi: 10.1001/jamainternmed.2016.7040
https://dx.doi.org/10.1001/jamainternmed.2016.7040

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