Farmaci e dintorni
06 Dicembre 2016Secondo quando conclude un articolo sul British Medical Journal il trattamento con testosterone si associa a un aumentato rischio di tromboembolismo venoso, che raggiunge il picco entro sei mesi dall'inizio della cura per poi scendere progressivamente. «Un significativo incremento nella prescrizione di testosterone si è verificato nel primo decennio di questo secolo, con un aumento stimato di dieci volte negli Stati Uniti e di 40 volte in Canada, cosa che suggerisce una sottostima statunitense» esordisce il primo firmatario dello studio Carlos Martinez, dell'Istituto di Epidemiologia, statistica e informatica di Francoforte in Germania, spiegando che una conseguenza rilevante del trattamento con testosterone, specie negli uomini con un aumentato rischio cardiovascolare di base, è un incremento delle probabilità di eventi cardiovascolari.
Tant'è che nel 2014 sia la Us Food and Drug Administration sia Health Canada hanno richiesto ai produttori di medicinali a base di testosterone di inserire un avviso nella scheda tecnica riguardo al rischio di tromboembolismo venoso, una condizione che comprende la trombosi venosa profonda e l'embolia polmonare. In assenza di grandi studi randomizzati, i ricercatori hanno utilizzato un database britannico di grandi dimensioni per indagare l'associazione tra testosterone e tromboembolismo venoso negli uomini, concentrandosi in particolare sui tempi di esposizione all'ormone maschile e sulla presenza di fattori di rischio. «Allo studio hanno preso parte 19.215 pazienti con tromboembolismo venoso confermato e 909.530 controlli coetanei» scrivono i ricercatori, sottolineando che i risultati ottenuti da questo studio osservazionale svolto da gennaio 2001 a maggio 2013 suggeriscono un aumento del rischio di tromboembolismo venoso subito dopo l'inizio dell'uso di testosterone, con un picco nei primi sei mesi. «L'associazione è significativa anche nel pazienti privi di fattori di rischio noti per tromboembolismo venoso» precisa Martinez. E conclude: «La scarsa considerazione negli studi precedenti della tempistica di insorgenza della tromboembolismo venoso correlata alla durata dell'uso di testosterone potrebbe aver mascherato l'associazione».
Bmj. 2016. doi: 10.1136/bmj.i5968
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27903495
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