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Farmaci e dintorni

05 Aprile 2017

Osteoporosi: dopo denosumab o teriparatide meglio continuare la terapia anti-riassorbitiva


Secondo uno studio pubblicato su Bone, condotto tra gli altri da Joy Tsai del Massachusetts General Hospital di Boston, continuare la cura che impedisce il riassorbimento dell'osso è fondamentale per evitare la perdita di densità minerale ossea (Bmd) nelle donne con osteoporosi che sospendono l'assunzione di teriparatide o denosumab. «La sospensione della terapia anti-riassorbitiva dopo il trattamento con uno di questi due farmaci ostacola il mantenimento della densità minerale ossea, rafforzando il messaggio che l'osteoporosi è una malattia cronica che necessita di cure a lungo termine» affermano gli autori, aggiungendo che senza terapia di consolidamento la densità ossea è diminuita in modo più evidente nelle donne che avevano interrotto denosumab rispetto alle coetanee che avevano sospeso l'assunzione di teriparatide.

«In un precedente studio, 69 donne erano state trattate per due anni con teriparatide e denosumab, seguiti da due anni di terapia alternativa: le donne che avevano inizialmente ricevuto la terapia di associazione sono state trattate altri due anni con denosumab da solo» spiegano gli autori, precisando che 28 donne avevano ricevuto successivamente la terapia anti-riassorbitiva con denosumab, bisfosfonati orali o acido zoledronico endovena, trattamento sospeso nelle altre partecipanti a discrezione dei loro medici. E al termine di un follow-up durato in media 15 mesi, i ricercatori hanno osservato che nelle 22 donne non sottoposte a terapia contro il riassorbimento osseo, la densità minerale ossea misurata a livello del collo femorale, dell'anca e della colonna vertebrale era diminuita rispettivamente del 4,2%, del 4,5% e del 10% in confronto alle coetanee che invece avevano continuato la cura. «Da questo studio emerge con chiarezza che l'osteoporosi va trattata come una malattia cronica, e i nostri dati sottolineano l'importanza di proseguire il trattamento dell'osteoporosi dopo denosumab o teriparatide» conclude Tsai.

Bone. 2017. doi: 10.1016/j.bone.2017.03.006
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28286299

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