Farmaci e dintorni
28 Settembre 2017Secondo un piccolo studio presentato presso il Meeting annuale della European Association for the Study of Diabetes (Easd), il consumo abituale di dolcificanti artificiali che si trovano nelle bevande dietetiche altera la risposta dell'intestino al glucosio e potrebbe predisporre allo sviluppo di diabete di tipo 2. Richard Young, della University of Adelaide, Australia, spiega: «il mio gruppo di lavoro ha voluto valutare se i dolcificanti artificiali, come sucralosio e acesulfame K, contenuti in alcune bevande "dietetiche", siano in grado di alterare l'assorbimento del glucosio negli esseri umani, e in caso affermativo, se questo fatto influisca negativamente sul controllo glicemico postprandiale».
A questo scopo i ricercatori hanno reclutato 60 volontari che non fossero forti consumatori abituali di dolcificanti. Dopo una notte di digiuno, i partecipanti sono stati sottoposti a un'endoscopia con un'infusione di glucosio intraduodenale di 30 minuti ed è stata raccolta una biopsia prima e immediatamente dopo l'intervento per valutare assorbimento del glucosio, risposte glicemiche all'infusione intraduodenale, produzione di insulina e ormoni intestinali, tra cui GIP e GLP-1 e GLP2. In seguito i partecipanti sono stati randomizzati a ricevere dolcificanti artificiali sotto forma di capsule equivalenti a bere da 1,2 a 1,5 L di bevande dietetiche al giorno o un placebo inattivo. Dopo due settimane sono state di nuovo verificate le risposte alle variabili testate in precedenza. I due gruppi hanno mostrato modelli di assorbimento simili all'inizio dello studio in risposta al glucosio per via enterale, ma dopo le due settimane di trattamento il gruppo che ha assunto i dolcificanti ha mostrato un aumento dell'assorbimento del glucosio significativo da 90 a 120 minuti dopo l'assunzione dello stesso, con una differenza del 20% rispetto al gruppo placebo, e anche un aumento della risposta glicemica del 24%. La produzione di GLP-1, che era simile tra i due gruppi all'inizio dello studio, risultava attenuata del 34% nel gruppo che aveva assunto dolcificanti rispetto al gruppo placebo; per quanto riguarda GLP2, GIP, e insulina, i valori erano simili tra i partecipanti dei due gruppi, anche se GLP2 e insulina erano più bassi a 40 e 60 minuti alla curva glicemica, rispettivamente, nel gruppo dei dolcificanti. «I nostri risultati saranno senz'altro uno spunto per aumentare gli studi in questo campo» concludono gli autori.
European Association for the Study of Diabetes
https://www.easd.org/
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