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Farmaci e dintorni

16 Ottobre 2017

Antibiotici, la prescrizione inappropriata cala con interventi di lungo termine


Secondo ricerca pubblicata su Jama, gli interventi comportamentali volti a limitare la prescrizione inappropriata di antibiotici per le infezioni respiratorie acute negli ambulatori hanno successo, ma gli effetti positivi rischiano di scomparire già nei 12 mesi successivi alla loro interruzione. «La prescrizione antibiotica inadeguata contribuisce allo sviluppo di resistenza e porta a eventi avversi. Il nostro studio randomizzato ha valutato tre interventi comportamentali destinati a ridurre tale abitudine, e ha poi esaminato la persistenza degli effetti 12 mesi dopo aver interrotto gli interventi» spiega Jason Doctor, della University of Southern California di Los Angeles, co-autore della research letter. I ricercatori hanno coinvolto 47 ambulatori di assistenza primaria a Boston e a Los Angeles (per un totale di 248 medici) che sono stati randomizzati per ricevere 1, 2 o 3 interventi nell'arco di 18 mesi. Un quarto gruppo non sottoposto a interventi è servito da controllo. Tutti i medici hanno ricevuto informazioni sulle linee guida per la prescrizione di antibiotici. Due degli interventi comportamentali, entrambi applicati attraverso la cartella clinica elettronica, si attivavano quando il medico prescriveva antibiotici per una infezione respiratoria acuta: uno consisteva in un messaggio automatico che offriva suggerimenti su trattamenti non antibiotici, il secondo richiedeva ai medici di immettere una giustificazione a testo libero per la prescrizione. Il terzo intervento è consistito nell'invio di messaggi mensili che mostravano al medico la propria collocazione nella "classifica" basata sul tasso di prescrizione inappropriata di antibiotici, invitandolo a confrontarsi con i colleghi. L'intervento con richiesta di giustificazione e quello con confronto tra pari hanno avuto un risultato significativo di riduzione delle prescrizioni.

Nei 12 mesi successivi alla fine dell'esperimento, però, il tasso medio di prescrizioni inappropriate è salito dal 6,1% al 10,2% nel gruppo cui era stato chiesto di spiegare la propria prescrizione, e dal 4,8% al 6,3% nel gruppo invitato al confronto tra pari. Quest'ultimo rimaneva nel complesso su un tasso medio inferiore a quello registrato dal gruppo di controllo, mentre il primo gruppo faceva peggio. «Queste conclusioni suggeriscono che le istituzioni che valutano gli interventi comportamentali per influenzare la decisione clinica dovrebbero prendere in considerazione la loro applicazione a lungo termine» concludono gli autori.

JAMA. 2017. doi:10.1001/jama.2017.11152
https://jamanetwork.com/journals/jama/article-abstract/2656800

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