Farmaci e dintorni
26 Marzo 2018Un farmaco su quattro inibisce la crescita di batteri nell'intestino umano, causando effetti indesiderati simili a quelli degli antibiotici e probabilmente promuovendo la resistenza agli antibiotici stessi, secondo uno studio pubblicato su Nature. Il team di ricerca ha sottoposto a screening più di 1.000 farmaci in commercio testandone gli effetti su 40 specie batteriche presenti nell'intestino umano, e ha trovato che più di un quarto dei medicinali non antibiotici (250 su 923) ha influito sulla crescita di almeno una specie batterica nel microbioma. «Nell'ultimo decennio, è diventato chiaro che il microbioma influisce sulla salute umana, ed è noto che gli antibiotici hanno un grande impatto sul microbioma, provocando per esempio effetti indesiderati gastrointestinali.
Recentemente, è stato dimostrato che anche alcuni farmaci non antibiotici comunemente in uso possono causare cambiamenti nella composizione del microbioma intestinale, ma fino a ora la piena portata di questo fenomeno era sconosciuta» affermano Peer Bork, Kiran Patil, Nassos Typas e Georg Zeller dell'EmbL, laboratorio di ricerca con più sedi in Europa, che hanno guidato diversi gruppi di lavoro fondamentali per lo studio. «Questo cambiamento nella composizione dei nostri batteri intestinali contribuisce a creare effetti collaterali dei farmaci, ma potrebbe anche fare parte dell'azione benefica del farmaco stesso» commenta inoltre Bork. Patil dal canto suo aggiunge: «Dobbiamo studiare attentamente queste relazioni, poiché tale conoscenza potrebbe migliorare notevolmente la nostra comprensione riguardo l'efficacia dei farmaci esistenti». Lo studio evidenzia anche il rischio in precedenza non considerato che il consumo di farmaci non antibiotici possa promuovere la resistenza agli antibiotici, dal momento che i meccanismi generali di resistenza dei batteri ai farmaci di altre classi e agli antibiotici sembrano in gran parte sovrapporsi. Chiaramente, sottolineano gli autori, non tutti i farmaci avranno un impatto sui batteri intestinali e non tutte le resistenze saranno comuni. «Siamo entusiasti di proseguire nelle esplorazioni sulle interazioni farmaco-microbioma in complesse comunità microbiche intestinali, in quanto ciò ci aiuterà a capire perché a volte le persone rispondono in maniera diversa allo stesso farmaco e a progettare percorsi mirati per terapie farmacologiche personalizzate» conclude Zeller.
Nature doi:10.1038/nature25979
https://www.nature.com/articles/nature25979
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
28/12/2019
Per contrastare la compravendita illegale di farmaci per uso veterinario il Ministero sta studiando un logo, un bollino di qualità sulla falsa riga di quanto fatto per le farmaciePer...
27/12/2019
La Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per il trattamento dell'artrite reumatoide attiva di grado da moderato a severoLa Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per...
27/12/2019
Solo il 2% delle farmaciste donne possiede una farmacia nonostante rappresentino il 62% della forza lavoro, è quanto emerge dal sondaggio "Survey of registered pharmacy professionals 2019" del...
A cura di Lara Figini
27/12/2019
Acquistare i farmaci su internet attraverso siti non autorizzati è un fenomeno in continua crescita e l'unica arma per contrastarlo resta l'educazione sanitaria e l'orientamento dei cittadini...

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)