Farmaci e dintorni
04 Maggio 2018La data di scadenza dei farmaci è davvero così tassativa o lascia margini per poterli usare anche oltre? A dare risposte, in senso opposto, sono la Food and drug administration, che mette in guardia sui rischi soprattutto per chi ha patologie gravi e invita a non usare i prodotti scaduti, e diversi esperti che, sulla base di studi e prassi, sostengono, non solo che già in molti lo facciano, medici compresi, ma che i margini di sicurezza ci sono e che buttandoli via si genera una perdita di 60-70 milioni di dollari l'anno. A riportare il dibattito sono le agenzie stampa americane che ricordano che la data di scadenza in genere è di uno o due anni dopo la produzione, tempo in cui il produttore ha testato la stabilità del farmaco esponendolo a temperature estreme, umidità e luce per avere l'approvazione alla vendita dagli enti regolatori. E se per l'Fda usare farmaci dopo la scadenza è rischioso, è anche vero che in caso di gravi carenze ha consentito ai produttori di estendere le date dimostrandone, però, la validità.
Secondo Jennifer Lowry, tossicologa al Children's Mercy Hospital nel Missouri in realtà sarebbero già molti coloro che usano i farmaci oltre la data di scadenza, tra cui anche medici. Lo stesso Ajaz Hussain, presidente del National Institute for Pharmaceutical Technology and Education ed ex commissario Fda afferma di usarli e che eliminandoli «probabilmente buttiamo via dai 60 ai 70 milioni di dollari ogni anno». Negli Stati Uniti diversi gruppi e associazioni di medici hanno chiesto che almeno venga estesa la data di scadenza ma per ora l'Fda ha girato la richiesta alle aziende che però dicono di avere una bassa incentivazione finanziaria a farlo.
Intanto, però, l'Fda insieme al Dipartimento della difesa Usa, porta avanti un programma di test periodici su lotti di antibiotici e altri farmaci delle scorte nazionali da usare in caso di epidemie e attacchi chimici. Dal prolungamento della data di validità ne sono scaturiti risparmi per miliardi di dollari. Anche numerosi studi hanno verificato che farmaci scaduti, adeguatamente conservati, per lo più pillole, erano ancora validi alcuni anni dopo la data di scadenza. In un caso, flaconi ancora sigillati di antidolorifici, antistaminici e altre farmaci degli anni '60 erano ancora efficaci quando sono stati testati anche mezzo secolo dopo. Gli esperti americani affermano di non sono a conoscenza di casi di pazienti danneggiati dall'uso di farmaci scaduti ma ammettono che non sia semplice per il consumatore sapere cosa è sicuro e cosa è rischioso.
Suggeriscono di non usare aspirina e l'antibiotico tetraciclina, perché possono deteriorarsi subito dopo la data di scadenza, come pure farmaci liquidi scaduti, insulina e altri farmaci iniettabili che devono essere refrigerati. Stesso discorso vale anche per i farmaci non correttamente conservati: medicine conservate in ambiente con elevata umidità o temperature fluttuanti - come un mobiletto del bagno - o lasciate in luce diretta si degradano più rapidamente e possono perdere efficacia. Non vanno mai usate compresse scolorire o sgretolate. Ci sono poi farmaci particolari come gli autoinfusori di adrenalina: la loro durata è di circa un anno e mezzo. Ma diversi studi hanno dimostrato che la loro potenza diminuisce lentamente a meno che non siano esposti al calore o alla luce.
Simona Zazzetta
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