Farmaci e dintorni
28 Giugno 2018I farmaci antireumatici modificanti la malattia (Dmard) riducono il rischio di sviluppare artrite reumatoide nei pazienti con artrite indifferenziata precoce, secondo uno studio francese pubblicato su Annals of the Rheumatic Diseases. «Diversi lavori hanno suggerito che i Dmard convenzionali o biologici possano interferire con la patogenesi ed evitare forme più consolidate di artrite reumatoide, ma non è chiaro se questi farmaci siano ugualmente efficaci in questa situazione» spiega Bruno Fautrel, dell'Upmc, Institut Pierre Louis d'Epidemiologie et Sante publique, a Parigi, che ha guidato il gruppo di studio. I ricercatori hanno effettuato una revisione sistematica e metanalisi di 10 studi clinici controllati randomizzati su un totale di 1.239 pazienti a rischio di artrite reumatoide per valutare l'efficacia di glucocorticoidi, Dmard convenzionali (csDmard) e Dmard biologici (bDmard) nel prevenire o ritardare lo sviluppo di artrite reumatoide e di danni strutturali isolati. L'analisi ha mostrato che tra i pazienti con artralgia senza artrite i Dmard non hanno ridotto in modo significativo l'occorrenza di artrite reumatoide alla settimana 52 o oltre.
Per i pazienti con artrite indifferenziata, tuttavia, i Dmard sono risultati associati a una riduzione significativa del 27% nelle probabilità di occorrenza di artrite reumatoide (da 238 eventi su 410 pazienti a 211 eventi su 414 pazienti). Tutti i farmaci valutati tranne i bloccanti del Tnf tendevano a ridurre il rischio. Uno studio ha dimostrato un effetto significativo di etanercept sulla remissione clinica, e la metanalisi di cinque studi ha mostrato che l'intervento precoce con glucocorticoidi e antagonisti del Tnf o abatacept ha aumentato le probabilità del raggiungimento di remissione dell'84% (da 104 eventi di remissione su 435 pazienti a 155 eventi di remissione su 471 pazienti). I Dmard non hanno mostrato alcun effetto apparente sulla progressione radiografica. «Questi risultati mostrano chiaramente i potenziali benefici di un intervento terapeutico molto precoce per persone con artrite reumatoide iniziale e in particolare la capacità di tale intervento di prevenire una forma consolidata della malattia» concludono gli autori.
Ann Rheum Dis. 2018. doi: 10.1136/annrheumdis-2017-212612 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29884751
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