Farmaci e dintorni
05 Settembre 2018Le persone giovani e in buona salute possono comunque andare incontro a un aumento del rischio di morte prematura per malattia cardiovascolare se non riescono a tenere sotto controllo i loro valori di colesterolo, secondo un nuovo studio osservazionale pubblicato su Circulation. I ricercatori hanno esaminato le associazioni tra le lipoproteine a bassa densità (LDL) e non ad alta densità (non-HDL) e la mortalità per malattia cardiovascolare (CVD) e coronaropatia (CHD), per valutare se persone con un rischio cardiovascolare stimato basso a 10 anni debbano iniziare presto ad abbassare il colesterolo attraverso i cambiamenti dello stile di vita e, in alcuni casi, i farmaci. «Il nostro studio dimostra che avere un basso rischio stimato di malattia cardiovascolare a 10 anni non elimina il rischio che deriva da un valore di colesterolo LDL elevato nel corso della vita» spiega l'autore principale dello studio Shuaib Abdullah, dello University of Texas Southwestern Medical Center e del Veteran's Affairs North Texas Healthcare System a Dallas, in Texas. Questo studio osservazionale ha incluso 36.375 giovani del Cooper Centre Longitudinal Study, che non soffrivano di diabete o malattie cardiovascolari e che sono stati seguiti per 27 anni.
Ebbene, i ricercatori hanno scoperto che i livelli di LDL in queste persone relativamente sane erano indipendentemente associati a maggiori possibilità di morte per malattie cardiovascolari. Rispetto ai partecipanti che avevano valori di LDL inferiori a 100 mg/dL, quelli con livelli di LDL nell'intervallo 100-159 mg/dL avevano un rischio di morte per malattia cardiovascolare superiore del 30-40%, e quelli con livelli di LDL pari o superiori a 160 mg/dL avevano un rischio aumentato del 70-90%. «Le persone a basso rischio dovrebbero comunque mettere in pratica interventi sullo stile di vita, come dieta ed esercizio fisico, per raggiungere livelli di LDL più bassi possibile, preferibilmente inferiori a 100 mg/dL. Tutti dovrebbero limitare l'assunzione di grassi saturi, mantenere un peso sano, interrompere l'uso di tabacco e aumentare l'attività aerobica» concludono gli autori.
«Questa analisi consolida le prove a sostegno del fatto che anche livelli moderatamente elevati di una lipoproteina aterogenica, specialmente se presenti in un follow-up a lungo termine, sono associati a un aumento della mortalità cardiovascolare e probabilmente della mortalità generale» scrivono in un editoriale di accompagnamento Salim Virani e Christie Ballantyne, del MD Baylor College of Medicine di Houston, Texas.
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