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Farmaci e dintorni

03 Novembre 2018

Cosmesi e radioterapia, sì alle creme ma con moderazione


I trattamenti topici per la pelle, a meno che non siano applicati in strato molto spesso, non causano un incremento della dose di radiazioni ricevuta dai malati sottoposti a radioterapia, e possono essere usati con moderazione prima dei trattamenti. È quanto affermano gli autori di uno studio pubblicato su JAMA Oncology, ricordando che parecchi medici consigliano di non farne uso. Alcuni dei trattamenti usati per dare sollievo ai pazienti contengono metalli pesanti e per questo motivo, ai pazienti è stato storicamente consigliato di evitare l'utilizzo di questi trattamenti nelle ore precedenti la radioterapia per non aumentare la quantità di radiazioni assorbite dalla pelle.

«Questa raccomandazione è un residuo dei primi tempi della radioterapia, ma con l'uso dei trattamenti moderni che riducono di molto la dose che arriva alla pelle, abbiamo ipotizzato che tale indicazione possa non essere più rilevante» spiega Brian Baumann, della Perelman School of Medicine della University of Pennsylvania, autore principale dello studio. I ricercatori hanno proposto un sondaggio tramite OncoLink, un servizio on-line dedicato all'educazione dei pazienti e del personale sanitario, per chiarire la situazione attuale riguardo questo argomento. Ebbene, su 105 medici e infermieri, ben 96 (91%) hanno dichiarato di consigliare regolarmente ai pazienti di non usare creme per la pelle durante le ore precedenti il trattamento, e 111 pazienti su 133 (83%) hanno dichiarato di aver ricevuto un simile consiglio dal personale sanitario. Per comprendere meglio se questi agenti topici aumentino effettivamente la dose di radiazioni sulla pelle, i ricercatori hanno posizionato lungo il percorso del raggio radioterapico tre quadrati di carta, uno senza niente sopra, uno con uno strato di pomata da banco contenente derivati del petrolio, Acquaphor, e uno con crema a base di sulfadizina argentica, disponibile solo su prescrizione medica. Hanno quindi misurato la dose di radiazione assorbita con dosimetri a luminescenza otticamente stimolata (OSLD). L'esperimento è stato effettuato con diversi spessori per entrambi i prodotti, e gli autori hanno concluso che, mentre la dose di radiazione alla superficie aumentava quando lo strato era molto spesso, non vi era alcun aumento con uno strato moderatamente spesso.

JAMA Oncology 2018. Doi: 10.1001/jamaoncol.2018.4292 https://jamanetwork.com/journals/jamaoncology/fullarticle/2705972

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