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Farmaci e dintorni

08 Novembre 2018

Dermatite atopica grave, nuovo anticorpo monoclonale disponibile in Italia


I pazienti adulti affetti da dermatite atopica grave che non rispondono o non tollerano la ciclosporina o in cui questo farmaco sia controindicato hanno oggi la possibilità di utilizzare anche in Italia dupilumab, l'anticorpo monoclonale diretto contro il recettore dell'interleuchina 4 e dell'interleuchina 13, i due principali mediatori coinvolti nella malattia «che rappresenta la più comune malattia infiammatoria della pelle - sottolinea Giampiero Girolomoni, Professore ordinario di Dermatologia e Venerologia dell'Università degli Studi di Verona -: colpisce dal 5 al 20% dei bambini e del 5 all'8% degli adulti, vale a dire circa 4 milioni di persone in Italia. Fortunatamente nella maggior parte dei casi si tratta di forme lievi o moderate, mentre stimiamo che quelle gravi siano meno del 5% di tutta questa fascia di popolazione».

Chi soffre della forma grave ha una qualità di vita pessima. «La malattia ha un impatto molto pesante sui pazienti - prosegue il dermatologo -. Un impatto che è relativo alla visibilità della malattia, che colpisce quasi sempre il viso, il collo, le mani, al prurito che impedisce di lavorare, di studiare, di concentrarsi, di dormire. Si stima che l'86% dei pazienti abbia prurito tutti i giorni, che il 55% abbia il sonno disturbato 5 o più giorni alla settimana e che il 44% lamenti un decadimento della vita sociale». In molti pazienti con le forme più severe le terapie tradizionali non offrono risposte adeguate, anche in relazione al profilo di tollerabilità dei farmaci finora disponibili. Ed è proprio in questi pazienti che il nuovo anticorpo monoclonale si è dimostrato in grado di modificare radicalmente il decorso della malattia. «Bloccando il recettore dell'interleuchina 4 e dell'interleuchina 13 queste citochine non riescono a funzionare - afferma Antonio Costanzo, Responsabile di Unità Operativa di Dermatologia dell'Istituto Clinico Humanitas di Rozzano -. La conseguenza è un miglioramento dei tre parametri principali sui quali noi verifichiamo la severità della malattia: l'estensione e la gravità delle lesioni cutanee, l'entità del prurito e la qualità della vita». L'effetto del trattamento compare molto rapidamente, spesso già dopo le prime somministrazioni. «Le iniezioni sono quindicinali - ricorda Girolomoni - e dopo la seconda, cioè dopo 15 giorni, o dopo la terza, a un mese, si vedono già i risultati che si mantengono poi stabili nel tempo. Lo studio CHRONOS ha dimostrato l'effetto dopo un anno. Questi sono i dati ufficiali degli studi clinici, ma i colleghi americani che lo usano da più tempo ci confermano l'efficacia a più lungo termine». Per quanto riguarda gli effetti sul controllo dei sintomi, dallo studio CHRONOS, in cui dupilumab è stato utilizzato in associazione alla terapia topica steroidea, emerge come dopo 16 settimane di terapia il 69% dei pazienti avesse raggiunto un EASI-75, indicativo di un significativo miglioramento delle lesioni, il 59% avesse ottenuto un miglioramento di almeno 4 punti della scala NRS di valutazione del prurito, con un miglioramento significativo già a 2 settimane, e l'81% avesse raggiunto un miglioramento di almeno 4 punti della scala di misurazione della qualità della vita DLQ. L'efficacia di dupilumab è tale da aver indotto AIFA a riconoscergli il criterio di innovatività. «È il primo farmaco non oncologico a ricevere questo riconoscimento da parte di AIFA - precisa Costanzo -: un farmaco è considerato innovativo quando è sensibilmente migliore rispetto all'armamentario terapeutico disponibile in quanto soddisfa tre parametri, vale a dire il bisogno terapeutico, il valore terapeutico aggiunto, che per dupilumab è altissimo sia in termini di efficacia che di sicurezza, e la qualità delle prove e la robustezza degli studi».


Franco Marchetti

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