Orticaria cronica, interruzione terapia: Aaito e Arco chiedono l’intervento di Aifa e Regioni
Orticaria cronica: la normativa in Lombardia, Liguria e Sicilia obbliga l'interruzione della terapia con omalizumab dopo un anno di trattamento efficace
Una situazione incostituzionale e unica nel panorama europeo, quella che vede obbligatoria l'interruzione della somministrazione del farmaco omalizumab dopo un anno di trattamento per orticaria cronica spontanea severa, denunciata dall'Associazione allergologi e immunologi italiani territoriali e ospedalieri (Aaiito) e dall'Associazione ricerca e cura dell'orticaria (arco). Nel comunicato congiunto viene inoltre ribadito l'appello già lanciato alle autorità preposte, Aifa e Regione Lombardia, con l'augurio che queste possano porre rimedio al più presto "a questa incredibile, incresciosa situazione". Secondo quanto riportato dalle due associazioni, l'obbligo di sospensione della terapia con omalizumab nei pazienti affetti da orticaria cronica spontanea che abbiano recidivato al termine dell'anno di trattamento costituirebbe "una regola assurda" presente solo in Italia, in quanto porrebbe un limite temporale al trattamento di una patologia "che è cronica nel nome stesso". Limite temporale che oltretutto non esisterebbe per l'impiego del medesimo farmaco biologico nei pazienti con asma. Il comunicato prosegue ricordando la situazione di centinaia di individui impossibilitati a proseguire "un trattamento medico innocuo al quale hanno ottimamente risposto, con grave detrimento della qualità di vita e maggior rischio di danni alla salute legati all'inevitabile impiego di farmaci associati ad una tossicità di gran lunga superiore", e sottolinea la non eticità nei confronti dei medici di tale obbligo, che si configura "con tratti di assoluta incostituzionalità, venendo meno la tutela della salute dei pazienti". Una condizione resa "ancor più intollerabile" a causa dell'"iniquità territoriale" generata dalla presenza di tale blocco solo in Lombardia, Sicilia e Liguria, che costituirebbe un'ulteriore violazione dell'articolo 32 della Costituzione relativo alla tutela e alla salute come diritto fondamentale per l'individuo e la collettività. Segnalate anche le responsabilità di Aifa e Regione Lombardia, che sarebbero ancora occupate a "tergiversare" a un anno dalla segnalazione da parte delle società scientifiche riunitesi nel gennaio 2018, e in seguito alle audizioni da parte di Arco durante le interrogazioni parlamentari. L'augurio espresso dalle due associazioni è che le autorità preposte possano trovare al più presto una soluzione al problema.
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