Pillola contraccettiva hi-tch: si assume una volta al mese. Efficace in fase preclinica
Promette efficacia anticoncezionale la pillola hi-tech a base di levonorgestrel da assumere una volta al mese che rilascia il dosaggio necessario restando per tutto il tempo nello stomaco
Promette efficacia anticoncezionale la pillola hi-tech a base di levonorgestrel da assumere una volta al mese che rilascia il dosaggio necessario restando per tutto il tempo nello stomaco. Per ora è stata sperimentata con successo dai ricercatori del Brigham and Women's Hospital e del Mit di Boston, su modello animale, ed è il frutto di precedenti ricerche sul rilascio prolungato di farmaci, come spiega Giovanni Traverso, ricercatore tra gli autori dello studio: «Abbiamo iniziato il nostro studio lavorando con terapie per la malaria, la tubercolosi e l'Hiv. Ma abbiamo anche riflettuto sul potenziale impatto che il rilascio prolungato di farmaci potrebbe avere sulla pianificazione familiare. Volevamo aiutare le donne nel controllo della fertilità, e siamo lieti di riferire i nostri progressi». La scarsa aderenza delle pazienti ai contraccettivi orali, spiega la premessa allo studio pubblicato su Science Translational Medicine, è la causa principale di gravidanze non pianificate che possono influire negativamente sulla salute femminile in tutto il mondo. L'obiettivo è quindi migliorare l'aderenza del paziente riducendo la somministrazione a unica volta al mese.
Il team ha progettato il dispositivo con un sistema di rilascio del farmaco composto da sei braccia unite da un nucleo con rivestimento elastico. Nelle braccia ripiegate in una capsula che può essere ingerita, viene trasportato il levonorgestrel. Una volta ingerita, la pillola si espande e rimane nello stomaco per lunghi periodi (23-25 giorni), fornendo il farmaco per 3 settimane il periodo di assunzione di una pillola contraccettiva, seguito da una sospensione del rilascio.
La sperimentazione è una fase preclinica, su modello animale, in attesa di essere sperimentata sulle donne: la concentrazione del farmaco con il dispositivo in esame è stata confrontata con quella di una pillola a rilascio immediato nei suini. Si è visto che nel secondo caso il dosaggio sanguigno si riduceva dopo sei ore, mentre con il rilascio prolungato il farmaco rimaneva in circolazione fino a 29 giorni.
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