Nutrizione
16 Novembre 2011«L''ennesimo scandalo alimentare di beni provenienti dall''estero conferma la necessità di estendere a tutti i prodotti, anche i trasformati, l''origine in etichetta». A dichiararlo è Silvia Biasotto, responsabile Dipartimento sicurezza alimentare del Movimento difesa del cittadino (Mdc), a proposito del caso “uova alla diossina” tedesco. «Con questo - aggiunge Biasotto - non significa che i prodotti non esteri siano meno sicuri dei nostri, ma è sacrosanto il diritto del consumatore di sapere da dove provengono le uova, il latte, la carne che sta comprando, anche se contenuta come ingrediente in un preparato alimentare». «Ricordiamo - continua Biasotto - la nostra approvazione nei confronti del ddl etichettatura dei prodotti alimentari approvato in Commissione Senato lo scorso mese, che prevede l''obbligo di indicare in etichetta il Paese di provenienza dei prodotti alimentari non trasformati e, per i prodotti trasformati, l''indicazione del luogo in cui è avvenuta l''ultima trasformazione sostanziale e il luogo di produzione o coltivazione della materia prima prevalente. Ci auguriamo l''approvazione definitiva il prossimo 12 gennaio».
Mentre si registra esportazione di mangime contaminato in Francia e Danimarca, nel nostro Paese sono in corso in queste ore i controlli ordinati dal ministro della Salute Ferruccio Fazio ma le verifiche, secondo quanto si è appreso, al momento non hanno accertato alcuna presenza di mangimi contaminati da diossina e provenienti dalla Germania.
Intanto è la Petrotec la società produttrice delle 26 tonnellate di acidi grassi destinati a uso industriale che hanno innescato la contaminazione alla diossina di mangimi per animali prodotti dalla Harles und Jentzsch, la società tedesca all''origine dello scandalo. Gli acidi grassi della Petrotec Gmbh, che produce carburante bio-diesel e ha sede a Borken, in Westfalia, erano regolarmente e chiaramente etichettati con l''indicazione che non erano destinati al consumo animale ma solo all''uso industriale. Tali acidi grassi, contenenti diossina, sono stati invece mescolati negli impianti della Harles und Jentzsch con 500 tonnellate di oli vegetali per mangimi.
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