Nutrizione
05 Marzo 2015Lo stato di malnutrizione più diffuso a livello globale è proprio la carenza di ferro (25%), che colpisce diversi gruppi di popolazione nei paesi industrializzati, così come nelle aree in via di sviluppo. I bambini (il 47% di quelli in età prescolare soffre di anemia), sono ritenuti particolarmente a rischio perché il veloce tasso di crescita tipico del periodo aumenta le richieste di ferro dell'organismo. La presenza di alcuni fattori come il basso peso alla nascita, un elevato consumo di latte vaccino, un'assunzione modesta di ferro già durante lo svezzamento, ma anche condizioni socio economiche disagiate sono la causa di un aumentato rischio di anemia e delle sue conseguenze: le più serie vanno da un ridotto sviluppo psicomotorio e delle funzioni immunitarie fino allo scarso apprendimento. Nei bambini europei, nati sani, con peso regolare alla nascita non sembra tuttavia esserci la generale necessità di integrare il ferro: la quantità contenuta nel latte materno, oltre alle riserve presenti nell'organismo (75 mg/kg di peso corporeo) aiutano a coprire i fabbisogni per i primi 4/6 mesi di vita. I bambini non allattati al seno dovrebbero invece consumare un latte formulato con un contenuto di ferro compreso fra 4 e 8mg/L, fino a 6 mesi. Tra i 6 e i 12 mesi di vita è importante assicurare un'assunzione di ferro pari di 6-8 mg al giorno. È dunque nel periodo dello svezzamento che devono essere ben rappresentati, rispettando gli schemi di assunzione, alimenti ricchi di questo micronutriente: fonti di origine animale, come carne e uova e vegetali come legumi secchi e spinaci- da questi ultimi però l'assorbimento di ferro è limitato a causa dei fitati presenti, che ne riducono la disponibilità, 8 mg di ferro al giorno è la quantità consigliata anche nei mesi successivi e fino a 3 anni di età. Va detto comunque che il consumo di alimenti naturalmente ricchi di ferro insieme ad alimenti fortificati (per esempio cereali) ha un'efficacia maggiore rispetto alla sola supplementazione, ma gli studi su cui si basano queste osservazioni sono stati svolti in paesi emergenti; nessun lavoro in Europa o in paesi ad alto reddito ha valutato l'efficacia di cereali fortificati in ferro. La legge europea consente l'integrazione delle formule lattee di proseguimento in via preventiva, mentre fra le raccomandazioni per ridurre il rischio di anemia le società scientifiche consigliano di evitare l'introduzione di latte vaccino fino all'anno di età, come fonte lattea principale.
Francesca De Vecchi - esperta in scienze dell'alimentazione
J Pediatr Gastroenterol Nutr. 2014 58(1):119-29
Efsa journal. 2013 11(10): 3408
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