Nutrizione
24 Novembre 2016Panax ginseng, coltivata originariamente in Corea e Cina, ma ampiamente diffusa anche in America e Sudest Asiatico, è nota per le sue proprietà "rigeneranti" e da almeno 2000 anni non ha mai perso il suo lustro. Secondo l'indagine effettuata in Italia nell'ambito del progetto Europeo PlantLIBRA, oggi è acquistata per lo più via Internet, seguendo il consiglio del farmacista. Sono molti gli studi effettuati, che più di recente hanno indagato la sua composizione per verificarne i principi attivi, i meccanismi d'azione e i potenziali eventi avversi. Le parti della pianta che possono essere utilizzate negli integratori e ammesse dal Ministero della Salute sono le foglie e le radici.
A queste ultime si riconoscono una serie di proprietà: tonico-adattogene, antiossidanti, toniche contro la stanchezza fisica e mentale e un ruolo nel metabolismo dei carboidrati. Va precisato che secondo la lista Belfrit, una lista comune di sostanze vegetali ("botanicals") concordata dalle Autorità competenti di Belgio, Francia e Italia "per pervenire ad una disciplina comune sull'impiego di piante e derivati nel settore degli integratori alimentari, nell'ottica di promuovere anche l'armonizzazione della materia a livello europeo, è ammesso anche l'uso delle bacche. Le principali molecole attive sono i ginsenosidi (saponine triterpeniche), i polisaccaridi (panaxani e ginsenani), i derivati poliacetilenici (panaxinolo) e altre sostanze come acidi grassi, amido, pectine, peptidi e proteine. Il ruolo più attivo, fra queste, sembra per lo più a carico dei ginsenoidi, sebbene studi in vitro e in vivo abbiano rivelato che la loro biodisponibilità potrebbe diminuire dopo l'assunzione per via orale.
Anche se gli studi sull'uomo non sono tutti concordi, al ginseng viene tuttavia riconosciuto di migliorare la resistenza alla fatica e promuovere i processi cognitivi, intervenendo sull'astenia. La sua capacità di aumentare la resistenza dell'organismo a fattori di stress dipende, almeno in parte, dalla capacità di stimolare la sintesi di corticosteroidi e il sistema immunitario; e di aumentare il rilascio di serotonina incidendo sui livelli di stanchezza psicologica e gli stati depressivi. Poche le controindicazioni all'uso segnalate per un dosaggio medio consigliato di circa 200 mg fino a due volte al giorno (standardizzato nel contenuto di ginsenosidi). Alcuni eventi avversi sono stati osservati a carico del sistema gastrointestinale (problemi di stomaco, nausea e diarrea), oltre a ipoglicemia, insonnia, emicrania e dolore al torace; è sconsigliato l'uso in chi soffre di ipertensione e in gravidanza. Alcune controindicazioni riguardano il concomitante uso di farmaci come warfarin (anticoagulante), fenelzina e clomipramina (antidepressivi) e l'imatinib (un inibitore della tirosin chinasi).
Francesca De Vecchi
Esperta in scienze e tecnologie alimentari
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