Nutrizione
13 Aprile 2017Per le vendita di frutta secca e disidratata è un buon momento. I volumi ben descrivono "l'impostazione più selettiva della spesa (degli italiani), a vantaggio dei prodotti che meglio si sposano con i nuovi stili alimentari e i nuovi gusti". Gli andamenti delle vendite hanno fatto registrare una crescita del 14,8%, mentre nella GDO il giro d'affari è aumentato del 40%.
La frutta secca sta vivendo un periodo d'oro, anche grazie alla varietà di formati e soluzioni proposte: in barrette, da prima colazione, come snack spezza fame da mangiare da sola, integrata soprattutto in diete che escludono alcuni alimenti e cha hanno bisogno di fonti alimentari diversificate per garantire i fabbisogni: contengono carboidrati, fibre e antiossidanti tipo flavonoli, acidi fenolici, carotenoidi e vitamine in forma concentrata rispetto alla frutta fresca.
Molti studi concordano che un consumo regolare di una quantità appropriata può favorire una riduzione della glicemia e del rischio cardiovascolare.
Fra i nuovi prodotti con connotazione salutistica, le bacche di Goji (Lycium barbarum), alimento della tradizione dei paesi asiatici, consumate anche a scopi medicinali, sono una delle referenze di maggior successo. Sono vendute essiccate o anche aggiunte a prodotti che hanno registrato un giro di affari pari a 5,1 milioni di euro nei primi sei mesi del 2016.
A fronte di un tale successo commerciale è lecito chiedersi se la qualità di questi prodotti sia sempre conforme alle aspettative e soprattutto alle norme di legge. Una review dell'Università di Poznam in Polonia ha fatto il punto sulla loro sicurezza e sul reale potere nutrizionale rispetto alle caratteristiche più spesso attribuite.
Posseggono infatti una serie di attività biologiche fra cui attività anti-aging, di immunomodulazione e sono stimolanti del metabolismo. Sono una fonte di polisaccaridi, vitamina C e B; così come aminoacidi inclusi alcuni essenziali,polifenoli (catechine) e acidi organici. Contengono in tracce zinco, ferro, rame, calcio e selenio.
Lo studio ha valutato sia il potere antiossidante e il contenuto di alcuni minerali che influenzano questa attività (Cu, Mn, Ge), sia la sicurezza per la salute del consumatore, in base della presenza di metalli contaminanti tossici (Cd, Ni e Pb) e di alcuni marker della presenza di funghi come ergosterolo e alcune micotossine (aflatossina B1, B2, G1 e G2, e ocratossina A) i cui contenuti sono regolamentati severamente perché metaboliti classificati come cancerogeni. I risultati sono rassicuranti. Le tracce di minerali contaminanti dei campioni analizzati erano a valori accettabili per il consumo alimentare, così come il contenuto di micotossine. Il potere antiossidante si è dimostrato stabile e anche più alto di altre varietà molto comunemente consumate secche.
Francesca De Vecchi
Esperta in scienze e tecnologie alimentari
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