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Nutrizione

28 Novembre 2019

Acido folico e allattamento a seno, Iss: scelte fondamentali per gravidanza e primi 2 anni di vita


Dati Iss su Sorveglianza dei primi mille giorni di vita dei bambini: aumenta la consapevolezza delle "buone pratiche" ma ancora si stenta a riconoscere l'importanza acido folico e allattamento

Sono stati presentati all'Istituto superiore di sanità i primi risultati del Sistema di Sorveglianza sui bambini 0-2 anni. Il progetto, coordinato dall'Iss, a cui partecipano 11 Regioni, promosso e finanziato dal Ministero della Salute, ha fornito informazioni su abitudini importanti che determinano la salute dei bambini e che riguardano le azioni intraprese dal concepimento, alla gravidanza e allattamento, oltre ad altri aspetti, come le vaccinazioni, la sicurezza in auto e in casa, la lettura precoce ad alta voce e l'utilizzo delle tecnologie audio visive e digitalil'esposizione a schermi (TV, tablet, cellulare). Fra le 29.492 madri che hanno risposto ai questionari emerge una maggior consapevolezza su tutti i temi che in generale possono determinare il benessere della prole. Due dati però sono ancora insoddisfacenti. E riguardano la sfera nutrizionale: quelli relativi alla promozione dell'allattamento e all' assunzione di acido folico.


Allattamento

«Nel periodo compreso tra il concepimento e il compimento del secondo anno di vita si pongono le basi per lo sviluppo psico-fisico del bambino - dichiara Angela Spinelli, direttrice del Centro nazionale prevenzione delle malattie e promozione della salute dell'Iss.Lo studio dimostra che c'è ancora un'ampia variabilità nei comportamenti e quindi ampio margine di miglioramento. I risultati, se evidenziano che ormai molti genitori hanno compreso l'importanza di mettere a dormire i neonati a pancia in su e la diminuzione della percentuale di mamme che non allattano, mettono anche in risalto che ancora solo una mamma su 4 allatta il proprio bambino in maniera esclusiva a 4-5 mesi di vita».
Un bambino su dieci risulta inoltre non essere mai stato allattato (l'11,7% dei bambini, con una variabilità dal 5% al 18,4%). Per godere dei ben documentati benefici (sia per la mamma che per il bambino) Oms e Unicef raccomandano di allattare in modo esclusivo fino ai 6 mesi di età del bambino e di prolungare l'allattamento fino ai 2 anni (anche oltre, se desiderato dalla mamma e dal bambino).
Nelle Regioni coinvolte i bambini allattati in maniera esclusiva a 4-5 mesi di età sono meno di un quarto (23,6%) (con una variabilità che va dal 16,6% al 44,7% e quote più basse rilevate nelle Regioni del Sud). In merito al consumo di alcool in gravidanza e in allattamento la percentuale di mamme che ha riferito di aver assunto bevande alcoliche almeno 1-2 volte al mese durante la gravidanza e l'allattamento è pari rispettivamente al 19,7% e al 34,9% (abitudine tendenzialmente più diffusa nelle regioni del Centro-Nord - fra quelle che hanno partecipato alla Sorveglianza).
Il consumo di alcool, ricorda Iss,può associarsi a spettro dei disordini feto-alcolici (Fasd), aborto spontaneo, parto pretermine, basso peso alla nascita, alcune malformazioni congenite, sindrome della morte improvvisa in culla (SIDS) e alcune difficoltà cognitive e relazionali.


Acido folico

Molte infine non assumono l'acido folico prima dell'inizio della gravidanza, in epoca periconcezionale. Solo il 21,7% ha integrato questo elemento in maniera appropriata e cioè iniziandolo almeno un mese prima del concepimento (con una variabilità per Regione compresa tra il 16,7% e il 35,7 %.). La quasi totalità (97,3%) lo ha assunto a gravidanza iniziata. L'assunzione quotidiana di 0,4 mg di acido folico (vitamina B9) da quando la coppia comincia a pensare a una gravidanza fino alla fine del terzo mese di gestazione, protegge il bambino da alcune gravi malformazioni congenite. Lo studio dell'ISS è stato svolto in collaborazione con la Ulss 9 Scaligera di Verona e con le 11 Regioni che ad oggi hanno aderito alla Sorveglianza: Piemonte, Valle d'Aosta, Provincia Autonoma di Trento, Marche, Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia e Sardegna. La Regione Toscana partecipa fornendo i risultati dell'Indagine sul percorso nascita già attiva sul proprio territorio che investiga indicatori comuni alla Sorveglianza.
«Grazie anche a questa nuova Sorveglianza - afferma Enrica Pizzi, coordinatrice dell'Indagine e ricercatrice del Reparto salute della donna e dell'età evolutiva dell'Iss diretto da Serena Donati - si potrà misurare la diffusione di "buone pratiche" su alcuni determinanti di salute nei Primi 1000 giorni di vita per progettare strategie di prevenzione sempre più mirate».

Francesca De Vecchi

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